25 Feb

La cucina secondo Giuliano Conti

Scampi, fegato d'oca, aceto balsamico

Basta ascoltare poche parole sulla cucina di Giuliano Conti e subito ci si rende conto che ciò che “bolle” in pentola è la qualità del prodotto. Una ricerca di materie prime inusuali di semplice esecuzione e dal sapore intenso senza tralasciare la tecnologia innovativa di oggi.

– La pentola è la mia macchina del tempo e i ricordi affiorano alla mente olfattiva, con lei torno bambino in compagnia dei miei nonni, uno contadino e l’altro cuoco.  Le mie ricette lasciano una traccia dei tempi andati. Dove esistevano grandi appetiti insaziabili, gusti e profumi dalle sensazioni ora riproposte attraverso il mio sentire. Complice non indifferente il sapiente abbinamento con un buon bicchiere di vino, che certifica la qualità dell’ottimo cibo. –
Giuliano Conti

A noi piace un suo piatto «SCAMPI, FEGATO D’OCA E ACETO BALSAMICO».
Lo Chef Giuliano Conti giudica questo abbinamento un po’ azzardato, ma l’unicità dei sapori è sottolineata proprio dalla complicità dello scampo fresco con del fegato grasso e su di loro una nebulazione balsamica. Sì, poche gocce ed è capolavoro!

INGREDIENTI:Scampi-e-fegato-d-oca-all-aceto-balsamico-di-Giuliano-Conti
n. 1 scampo di grossa taglia
g. 130 di fegato d’oca
insalata di campo
aceto balsamico invecchiato
sale delle isole Eolie

FACCIAMOLO COSI’:
Prendete lo scampo, legatelo ad un’asticella e cuocete a vapore. In una padella ben calda tostate il fegato. Quando lo scampo è cotto «liberatelo» dalla corazza e passatelo nella stessa padella, salatelo ed impiattate.

16 Feb

UN(ic)O TZUNAMI ALTO 1 LITRO!

La Piedigrotta, pizzeria rinomata nella provincia di Varese ed oltre, lì in quel locale ebbi la mia prima “Experience”!

La pizza del sabato sera con amici, un rito irrinunciabile.

La scelta del posto giusto, iniziata il lunedì, continuò fino a venerdì. Il sabato mattina fu fibrillazione intensa, finché non fu approvato il posto “ok-per-tutti”. Il bello della pizzata è tutto lì, nel fantasticare l’evento, propiziarlo … poi c’è sempre un imprevisto, che lo rende speciale.

Quel sabato, non avendo prenotato, restammo in piedi per 30 minuti in attesa del nostro tavolo. Del resto lì si mangia bene ed all’entrata si ha sempre l’impressione d’esser finiti in un girone dantesco. Ad ogni modo riuscimmo a mettere le gambe sotto il tavolo e tutto si placò, andò in scena il primo atto. La lettura del menù.

Tutti si destreggiarono per 15 minuti nel declamare tutto l’elenco delle pizze e finalmente verbalizzarono le prime richieste, alcune veramente complicate. Per me una prosciutto cotto con poca mozzarella e da bere … sì, perché no, una birra mai assaggiata e sconosciuta. La “Experience” del birrificio Karma, iniziai con una 33cl, poi avrei deciso il da farsi. La scelta avvenne non per un abbinamento corretto col cibo, ma perché l’etichetta di quella birra mancava alla mia collezione! Servizio veloce, arrivò la birra e subito dopo la pizza. Alla cameriera scippai il tappo, ora presente con l’etichetta nel mio “tesssoro”.

Etichetta Birra Experience
Secondo atto, silenzio si cena. Degustai la nuova conoscenza birraiola e … sorpresa, che buona. Sei mesi trascorsi in una barrique per divenire maggiorenne? Me la scolai in sei secondi. Placcata la ragazza, giunta alla tavolata accanto per porgere l’ultima pizza, chiesi una “Experience” da 75cl. Tanto quella sera non guidavo, bevevo! La pizza al solito era buona, ma ero concentrato sull’elisir di lunghe bevute o meglio era “lei” a concentrarsi su di me! Ebbi l’impressione d’esser stato investito da un muro invisibile. In realtà, a piatto vuoto, mi resi conto d’aver bevuto un litro di birra “Experience”. Mi sentivo travolto da quel gusto così inusuale che il Birrificio Karma, complice La Piedigrotta, proponeva ai suoi avventori. Divenne la mia birra preferita e lo è tuttora.

Sì, l’“Experience” ha mutato l’archetipo «birra uguale bionda & tedesca», un pregiudizio come altri su ciò che s’ignora senza l’esperienza necessaria! Da quella sera più volte ho voluto “accertarmi” delle nuove sensazioni provate con l’elisir di lunghe bevute di Alvignano.

Ora nell’onda mi ci tuffo, consapevolmente, riemergendo sempre con un sorriso ed una certezza, buona!

Cheers!

09 Feb

L’ITALIANO CHE “COTTA”!

1996, tre birrifici artigianali, si attivano all’insaputa l’uno degli altri e con loro nasce un movimento birrario tuttora in fermento.

BIRRIFICIO ITALIANONel 1998, per la prima volta, ho visitato uno dei tre. Il Birrificio Italiano, alias “il Birri”, così nominato da tutti affettuosamente. Un piccolo sorso per l’uomo, un(a) grande (ri)sorsøa per l’umanità birraiola!

Dopo aver bevuto la mia prima birra artigianale a Lurago Marinone, conio il termine “L’Elisir di Lunghe Bevute”. Sì, la birra è troppo buona e non mi stanco mai di berla. Da quel giorno, quando parlo di birra intendo birra artigianale, difficile bere “altro”. Dal mio primo assaggio sono trascorsi 17 anni, sono nati più di 800 attività brassicole (tra birrifici e beer firm). Molte cose sono cambiate, ma alcune sono lì ferme come le stelle, ad indicare una rotta precisa. Così mi piace immaginare Agostino Arioli, un astro che ha saputo guidare ed essere d’esempio per nuovi avventori, divenuti homebrewers e poi birrai.

Il suo trend è sempre proiettato all’eccellenza. M’è capitato di parlare di lui coi suoi “competitors” e tutti lo vedono come l’unico vero Mastro Birraio presente in Italia! Nonostante i suoi impegni verso i nuovi mercati internazionali, resta attore principale delle sue invenzioni alchemiche, ma disponibile ad incontrare (ragionevolmente) chiunque faccia un salto da lui. Non amo far perdere tempo alle persone e quindi incontro “Ago” una volta ogni 6 mesi circa. E quando accade, riesce a sorprendermi per la sua disarmante disponibilità.

È Natale, vado a trovarlo con un saluto accompagnato da un “cadeau”. Lo spiazzo, il mio gesto inatteso lo fa felice. Del resto … “Il dolce che non t’aspetti è il sorriso di chi non conosci”.  Sì, la sorpresa è tutta lì.

Usciamo dagli uffici, ancora due parole e siamo nella cella frigorifera dove mi regala una delle sue alchemiche follie.

Sì, dietro una grande birra, c’è un grande uomo!

Cheers.

03 Feb

ZIMURGO UGUALE TAPROOM

Zimurgo That's Beer


 


Sabato 31 gennaio 2015, un amico:- Ciao, stasera vado all’inaugurazione dello Zimurgo la taproom di Jerago, in provincia di Varese. Tu ci sarai? I due capitani coraggiosi, Fabio “Ted” Soffianti ed Aldo Scutteri, ne sarebbero felici. – L’ho  guardato come una mucca che vede passare un treno davanti ad un passaggio a livello. Fingo di sapere di cosa sta parlando e annuisco che ci sarò. Tornato a casa, “push the botton” e trovo il significato di taproom. È una sala di mescita, dove sono disponibili bibite alcoliche alla spina. Bene! … spero che si riferisca alla birra, del resto Fabio è un homebrewer veterano ed Aldo un birraio navigato. No, non dovrei passare la serata a scolarmi whisky, ma birre. Ci vado!

Alt, prima di procedere con le parole in festa, meglio spiegare il significato della parola zimurgo. Lo zimurgo è l’archetipo per eccellenza di chi si destreggiava con “follia alchemica” nella fermentazione dei lieviti.

Riassunto, zimurgia uguale scienza della fermentazione!

E non poteva essere altrimenti per la scelta del nome del locale. Già in altre occasioni ho etichettato Aldo “druidico birraio”, quindi Zimurgo è calzante.

Come dicevo, il nome racchiude un invito a cui un bevitore “diversamente occasionale” non può sottrarsi. Arrivo presto, 15 minuti prima della “prima”. Ancora ci sono poche persone, inizio a visionare le socializzazioni in embrione. Piccoli gruppi che man mano si amalgamano tra loro. Così, per gioco, pronostico la formazione futura dello zoccolo duro che seguirà il locale.

Il concetto dello Zimurgo (oltre alle sei spine) è “birra d’asporto”. Ci sono birre in bottiglia da tutto il mondo, birre che non pensavo di trovare lì e m’hanno pure fatto l’occhiolino.

Nel frattempo il locale s’è affollato, voci di avventori:- No, questa non la conosco, di dov’è? – Seguono spiegazioni ed assaggi proposti dai due attori principali del bel film che stasera ho scelto di vedere. Un colpo d’occhio fantastico, tutte quelle birre artigianali italiane e tutte quelle birre estere che assumo il ruolo di guest star … sì, la serata è già un successo da subito. Ci sono alcuni tavolini, per chi volesse “asportare” una pizza dal locale di fronte per poi godersela qui con la giusta “fermentazione” consigliata dai due “scienziati”.

Fabio Soffianti, Antonio Epifani, Aldo ScutteriBene, sono felice per loro e per tutti gli ospiti che stanzieranno in questa scatola magica. Per me è tempo di andarmene, ho condiviso dell’ottima birra artigianale con amici, ho fermato il tempo in un click e comprato due birre artigianali difficili da trovare a queste latitudini. Una del birrificio birra Karma e l’altra del birrificio birre dell’Eremo.

Una bella serata allo Zimurgo, ora mi ritiro nelle mie stanze coi miei tesssori.

Cheers!