29 Mag

Sognando birra mi son svegliato a Oderzo.

Birrificio Sognando Birra

L’amicizia, come l’amore per le cose condivise, segue percorsi strani e fantastici. A voltarsi indietro, ci si accorge che in un certo punto del tempo ci s’incontra. Da quel momento diviene naturale condividere tutto e la complicità alimenta le passioni di ognuno. Sinergia del fare. Così da semplici amici, Patrice, Andrea e Alessandra hanno iniziato a sperimentare la loro passione alchemica come homebrewers. Quello dello homebrewer è uno stadio/studio importante. Lì e solo in quello «spazio-tempo» si hanno maggiori opportunità di sperimentare ed accettare le curiosità, ricercando nuovi stimoli olfattivi per una degustazione più creativa. Obiettivo finale, avere il consenso delle persone vicine per poi contagiare un numero maggiore di anime birraiole.

I tre bravi ragazzi hanno avuto l’approvazione del loro far birra, buona birra, dagli amici comuni e poi il verbo s’è diffuso. E questo ha prodotto in loro, l’atto di fede più sentito. Aprire un birrificio artigianale. Il nome? Naturale e semplice, SOGNANDOBIRRA. La passione muta in lavoro. Piace pensare che, per i tre divulgatori dell’elisir di lunghe bevute, sia una quotidianità premiata.

Sì, perchè nel frattempo le birre son diventate 5 ottime testimoni della realtà cresciuta a Oderzo. Un paese con più di ventimila sognatori che possono aprire gli occhi e quando vogliono, ammirare e visitare un pianeta nascente nell’universo birrario. Il birrificio artigianale SOGNANDOBIRRA. Come già sa chi mi legge da tempo, non mi piace fare «Michele l’intenditore», lascio questo compito a chi lo sa fare meglio di me, descrivendo l’anima di ogni goccia di birra con magiche parole. Profumi floreali e speziati, note fruttate, sentori agrumati, etc. Ad ogni palato e cibo, il suo!

 

A me resta il compito di consigliarvi la SAYAMÈ una «blonde ale» che può esser bevuta in qualsiasi ora della giornata. Oppure invitarvi ad assaggiare una «italian pale ale» la 364 che vi assicuro può esser bevuta, come suggerisce il nome, in tutti i giorni dell’anno pure il trecento sessantacinquesimo. Anche se suggerirei, solo per quel giorno, un meritato riposo. Ma se non volete riposare neppure in quel giorno … provate ad assaggiare la SISMA una «brown ale» e mi sa che vi piacerà a tal punto che non aspetterete un anno bisestile per trovare un altro giorno libero per berla. Intrigante il suo dolce inizio che muta nel finale in un amabile nota di amaro. Però devo confessarvi che in questo periodo dell’anno piace molto lo stile «blanche».

MADAME BLANCHE rispecchia i miei gusti, elisir di lunghe bevute per eccellenza, si presta ad aperibirra a gogo oppure per un pranzo od una cena con dell’ottimo pesce.  Attenzione, i tre druidi di Oderzo ci tengono a sottolineare che lo loro è una «blanche italiana»! E se hai finito di lavorare, studiare, divertirti o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, fermati un attimo. Mentre ti rilassi e mediti sulla tua giornata, sorseggia una HOPPITERGIUM la sua gradazione è quasi da meditazione. La scelta del nome dovrebbe spingere tutti gli abitanti di Oderzo a berla e ad averla sempre in casa con orgoglio. Sì perché questa birra è dedicata a loro, Opitergium era il nome antico di Oderzo, la forte extraluppolatura ne ha personalizzato il nome.

birre Birrificio Sognandobirra

Ma basta parlare, la gola è secca. Glu glu glu glu, ahhh. Buona questa birra! Eccovi un pizzicotto, a conferma che non è un sogno. E lo sa bene chi ha avuto la fortuna di bere  SOGNANDOBIRRA, l’elisir di lunghe bevute del primo birrificio in Oderzo.

Cheers!

26 Mag

SCAMPETTO CON RAVIOLO DI BIETOLA ROSSA

Scampetto-con-raviolo-di-bietola-rossa

Da piccolo nel campo di mia nonna «giocavo» a coltivare in tutte le sue fasi la bietola rossa.
M’è sempre piaciuto il suo gusto dolce.
Utilizzo spesso le reminiscenze infantili, risvegliano la curiosità che crescendo i bimbi perdono.
Al contrario, attraverso i miei piatti, la celebro sempre nel mio «laboratorio alchemico». La cucina.
Scampo fresco e raviolo ripieno di bietola rossa, Yin e Yang. È il concetto stesso «dell’Ordine Universale».
Due prodotti, il ricco ed il povero coabitano nello stesso piatto creando l’equilibrio necessario, l’alternanza dei sapori. Una vera festa!

INGREDIENTI:Scampetto-con-raviolo-di-bietola-rossa
1 scampo del mediterraneo fresco
1 bietola
pasta all’uovo
sale marino cristallino
pane grattugiato bianco
aceto balsamico invecchiato
olio extravergine di oliva italiano

 

FACCIAMOLO COSÌ:
Bollire su un’asticella lo scampo, abbatterlo e liberare la polpa dalla corazza.
Cuocere a vapore la barbabietola, abbatterla, tagliare 2 fette e seccarle al forno per la decorazione, passare il resto della bietola al cutter, scolarla e aggiungere il pane grattugiato, formare il raviolo e bollire in acqua salata.
Passare in padella lo scampo ed impiattare.

Chef Giuliano Conti

22 Mag

FILETTO DI ROMBO AL CEDRO E PATATA AL NATURALE

filetto-di-rombo-al-cedro

Il rombo mi ha sempre colpito per la sua naturale propensione a mimetizzarsi, ma giunto in cucina è presto notato in tutta la sua bontà.
L’ho pensato centrandomi sulla tecnica culinaria adatta a creare un piatto fresco con agrumi.
Sapore nuovo!

INGREDIENTI:filetto-di-rombo-al-cedro
 300 gr di filetto di rombo
1 lime
1 limone biologico
sale marino
pepe da molinello
zucchero semolato grezzo
profumi freschi
1 patata 120 gr

 

FACCIAMOLO COSÌ:
Pulire parare e lavare il rombo, marinare e passare in forno misto a 120°.
Tagliare gli agrumi e candire con il proprio succo.
Pulire, pelare le patate e cuocere a vapore a 75°.
A cottura quasi ultimata prendere il rombo e saltare in padella coi profumi.
Impiattare.

Chef Giuliano Conti

13 Mag

La famiglia, una squadra affiatata.

Zero-Dieci-Cafe-Wine-&-Food

Nel 2010 l’infaticabile mamma Barbara ed il propositivo figlio Andrea danno vita allo Zero Dieci Cafè. Se all’inizio la visita al locale è dettata dalla curiosità per la novità in un piccolo paese di provincia, man mano  si formano gruppi di frequentazione che premiano l’inizio della giornata con un buon caffè o cappuccino accompagnato da un dolce. Per me quello diverrà il periodo del «cappuccino con un biscottone a forma di esse ed un bel sorriso» … la giusta energia per iniziare la giornata. Sì, allo Zero Dieci l’alba è speciale!

Durante questi anni, si sono svolte numerose iniziative, ricordo una legata all’Oktoberfest dove il bretzel era veramente buono ed il suo profumo ricordava molto la festa bavarese.

Ogni cosa è scelta con attenzione, la cura dei dettagli è sempre evidente. Andrea e Barbara, una coppia sempre in fermento che nel febbraio del 2015 danno un nuovo impulso al locale. Lo rinnovano e creano delle iniziative ad hoc, gli aperitivi a tema.

Il primo evento il 26 aprile 2015, Aperitivo Master Chef! Alle 19:00 iniziano ad arrivare anime curiose e poi gruppi che già sanno come andrà la serata. Zero Dieci subito pieno, inizia la festa. La musica Jazz crea il giusto convivio plasmando gli ospiti in un sol corpo, sa come muoversi. Ha inizio l’assaggio dei piatti rivisitati di Cracco e Barbieri entrambi condivisi coi vini della cantina Bastianich. La serata trascorre con continui versa-bevi. Personalmente accompagno le creazioni dei due Master Chef con un buon bicchiere di Refosco. Per me la serata si conclude presto, uscendo dal locale sento il brusio festaiolo e la musica giunta al cuore di tutti, sì una serata riuscita, che bella cosa.

Non s’è ancora spento il ricordo di quella serata e già siamo vicini al secondo appuntamento con gli aperitivi a tema “Wine & Food”.

Il 17 maggio 2015 sempre alle 19:00 ci sarà una degustazione “FONTANAFREDDA”  valori bollati, condivisa con Pasta Fresca a cura del Raviolificio Lo Scoiattolo. Se, quando leggerete queste righe, l’evento sarà già terminato, non disperate nuovi eventi e percorsi del cibo e del vino sono in fermento.

Zero-Dieci-Cafe-Wine-&-Food

Ma allo Zero Dieci Cafè potete andarci quando volete, perché la festa è sempre lì pronta a coinvolgervi.

Prosit!

12 Mag

FILETTO DI CERVO CON TARTUFO E RAPA

Filetto-di-cervo-con-tartufo

Nella tradizione contadina, la gerarchia famigliare era importantissima. Ai nonni spettava il compito di insegnare ai nipoti, attraverso il gioco, le necessità della vita. Ad esempio, ricordo mia nonna che chiedeva il mio aiuto per raccogliere le rape nel campo ed io, entusiasta, esternavo la mia disponibilità. Solo ora mi rendo conto che mi stava (in)formando su ciò che la terra può offrire. In omaggio al suo sentirla vicina, ho pensato di sottolineare il sapore intenso di una parte nobile del cervo con la rapa (cotta in acqua e latte per togliere il sapore amaro) ed il tartufo.

INGREDIENTI:
250 gr di filetto di cervoFiletto-di-cervo-con-tartufo
1 rapa media
vino rosso Spanna
bacche di ginepro
latte – quanto basta
sale marino dell’Himalaya
olio extra vergine italiano
profumi freschi

FACCIAMOLO COSÌ:
Lavare e condire il filetto, cuocere in forno con la sonda a 40° e il forno a 165°.
Pulire e tagliare la rapa, cuocerla nel latte.
A filetto cotto tirare la salsa ed impiattare con il tartufo a scaglie e la rapa a bocconcini.

Chef Giuliano Conti

11 Mag

50 & 50, il Birrificio di Varese.

50-e-50-Birrificio-di-Varese

“Parlare degli amici è sempre difficile.
Equilibrio nelle parole, altrimenti risulti
stronzo se parli di loro con sufficienza
o lecchino se eccedi nei mi piace, che bello, etc.
Dunque, un peso ed una misura! … speriamo di farcela.”

Alberto-Elia-del-Birrificio-di-Varese

 

In un birrificio c’è un idraulico ed un operaio …no, non è una barzelletta è storia vera. Per Alberto ed Elia è un sogno realizzato in una quotidianità premiata! Se, come dice la canzone, «Uno su mille ce la fa». Loro, su duemila si sono incontrati e ci sono riusciti.

50e50-Birrificio-di-Varese

La prima cotta risale a giugno 2014, neppure un anno e già un trasloco alle spalle in un posto più grande con sette birre al loro attivo. Sei tutto l’anno a rotazione ed una stagionale in collaborazione con un beer firm.

Il birrificio ha aperto nel 2013, ma la burocrazia ha rallentato l’attività a tal punto che solo a giugno 2014 è nata la ITALIANO MEDIO. Nel nome una «Mission: Impossible», beverina per tutti! Facile a dirsi, difficile a farsi. Missione riuscita, apprezzata da molti.

La CONFESSIONALE è un’American Pale Ale. L’etichetta, «ispirata» dalla visione di un vero e proprio confessionale, rispecchia sua struttura. Paradiso-inferno, andata e ritorno, per poi ascendere consapevoli verso un’altra CONFESSIONALE. Questo è il percorso. L’Italian Pils MAN BASSA ha già nel nome un ipnotico e subliminale ordine:- Bevimi! – Per fortuna è buona, sempre piacevole ripetere il mantra impresso sull’etichetta.

Le note create dal tonfo dall’elisir di lunghe bevute nel fondo del bicchiere sono già musica per le mie orecchie. Ma l’azione di bere va sempre condivisa con dell’ottima musica. Nasce così la BE-BHOP che strizza l’occhio al bebop, genere musicale in voga negli anni 40. Ogni birra è legata ad un genere musicale, sottolineandone corpo e personalità. BE-BHOP mette a nudo l’anima sensibile dei due giovani «padawan birrai».

I nostri sensi sono sempre colpiti da ciò che ci circonda. A volte ci si ritrova a rovistare nella «cantina della storia cinematografica», lì si trovano reperti preziosi, ma impolverati dal continuo respiro del tempo. Poi arriva Quentin Tarantino, soffia, spolvera e luccica DJANGO. Un grande film rinasce a nuova vita ed il suo omaggio è reiterato dai giovani ed alchemici fan. DJANGO è anche la loro birra e che birra. M’ero ripromesso di non usare superlativi, ma per DJANGO … non posso farne a meno. Quasi sette gradi di asperrima e super birrissima. Ho esagerato? Scusatemi, ne ho appena bevuta una, non potevo esimermi.

Ultima nata è la MR CROCODILE che coi suoi luppoli australiani v’azzannerà con la sua ottima beva. Quest’estate sarà la bevanda più dissetante ed energetica che si possa desiderare.

In nessun settore commerciale, come in quello della birra artigianale, ho visto nascere così tante collaborazioni spontanee tra «competitors». Sempre più spesso la condivisione di differenti esperienze matura in una collaborazione su nuove cotte sperimentali e non. Va letta in questo senso anche la tripel EFFIMERA brassata in collaborazione con Aldo Scutteri e Daniele Bernasconi i birraioli di A8 – Birre Itineranti ed il Birrificio di Varese. Rigorosamente invernale, con l’EFFIMERA puoi scegliere se condividerla festosamente con amici oppure … sedia a dondolo e «meditare» sui suoi 9 gradi.

CHEERS!