02 Lug

Sì, è qui la festa!

HAPPOR-HOUR

Negli ultimi tempi, nel mio paese, è esploso una sorta di rinascimento gastro-culturale. Laboratori di degustazione a tema hanno invaso le serate della sonnolenta cittadina del varesotto. Sì, Vedano Olona è sempre più una fucina di iniziative rimarcate anche da eccellenze a chilometro zero ed affiancate da grandi nomi dell’universo alimentare.

La seconda edizione di «Luppolo in Fabula», certifica questa tendenza della Pro Loco di Vedano Olona. In questo bel film, gli attori Pino Santacroce e Paolo Barducco si vestono da paladini del vivere consapevole. Tre giorni di vero convivio.

Parliamone …

Dal 2014 si è voluto sottolineare il forte legame che unisce Vedano Olona ed il birrificio Poretti. La nascita di Angelo Poretti a Vedano Olona, 19 giugno 1829, da lo spunto per parlare di lui e della sua impresa. Emigrato in cerca di lavoro si appassiona alla produzione dell’elisir di lunghe bevute e così in Bavaria ed in Boemia impara l’arte birraria per poi ritornare al paese con un know-how tale da mutare il sogno in realtà. Era nato il Birrificio Angelo Poretti. A 138 anni dalla prima cotta, Angelo Poretti, è ancora testimone propositivo della sua passione. Anche il nipote Angelo Magnani seguì le orme del suo mentore e come lui imparò il mestiere in Boemia ed allo stesso modo sposò una donna del luogo, Anna Novak. La stessa donna che ormai vedova costituì una fondazione e donò una somma importante per i tempi alla Casa di Riposo di Vedano Olona.

Ritornato in Italia diede nuovo impulso al birrificio, ora presente nel quarto gruppo birrario a livello mondiale. Il Gruppo Carlsberg.

Scusatemi se mi sono dilungato, ma era necessario per capire il legame con il territorio che si è consolidato in tutti questi anni.

LUPPOLO IN FABULA

Venerdì 26 giugno 2015

Fin dal mattino il fermento è palpabile, il giorno è giunto e con esso l’inizio della tre giorni vedanese all’insegna di un continuo versa/bevi/mangia.

Ore 18:00, arrivo giusto in tempo per HAPPOR HOUR. Il Salumificio Colombo, rinomato nel territorio ed oltre confine, ci guida in un assaggio di alcuni suoi prodotti in cui è «presente» anche l’ingrediente birra Poretti! A traghettarci è l’imprenditore Marco Colombo.

Si comincia con un salame che all’interno dell’impasto contiene un 5% della 4 Luppoli, per poi assaggiare una toma in cui è stata aggiunto il 5% di 5 Luppolinel caglio. Le parole di Marco vibrano nel declamare i suoi prodotti e le sue esperienze sensoriali. Parla della coppa e della sua marinatura nella 6 Luppoli, ma ormai è prossimo alle confessioni, agli aneddoti. Infatti nel condividere con noi la sua pancetta con aggiunta di mele, si lascia andare ad un aneddoto sul cibo e salute. Un suo amico dottore sottolinea in modo scherzoso la corporatura di Marco, lui piccato, per Natale gli regala una sua produzione «speciale». Dovrebbe essere uno scherzo, come per dire che con una pancetta con aggiunta di mele al giorno se lo toglie di torno. All’incontro successivo il medico si congratula con lui a tal punto da chiederne ancora! Questa va gustata con una 7 Luppoli ai fiori di sambuco. Applausi e domande concludono la degustazione e ci si avvia al piatto forte della serata.

Ore 20:00, inno nazionale della Repubblica Ceca seguito dall’inno nazionale italiano. A condividere l’evento vedanese ci sono tutti: il SE Console Onorario della Repubblica Ceca Dott. Giorgio Franco Aletti, il Dott. Lubos Rosenberg,
Direttore dell’ Ente del Turismo della Repubblica Ceca, la Dott.ssa Laura Marchini,
responsabile comunicazione Carlsberg Italia, il sindaco Cristiano Citterio, Paolo Barducco presidente della Pro Loco ed il parroco di Vedano Olona Don Daniele.

Buona la prima serata, ora coi saluti ci si proietta alla giornata successiva colma di eventi interessanti.

Sabato 27 giugno 2015

Che ore sono? … mancano ancora 4 ore!
Che ore sono? … mancano ancora 2 ore!
Che ore sono? … mancano ancora 1 ora!
Che ore sono? … mancano ancora 30 minuti! Che ore sono? … mancano ancora … no, è ora! Sono le 12:30 e con le gambe sotto il tavolone, con amici, si condivide stinco e patatine, tante parole e molta birra! Così ha inizio per me la seconda giornata del Luppolo in Fabula. È solo uno degli eventi che mi emozionerà. Sono accanto ad amici associati a IL BARATTOLO, Associazione di Collezionismo Birrario. Anime buone che non vedo spesso perché disseminati in differenti aree geografiche della Lombardia. Oggi siamo tutti ospiti della Pro Loco di Vedano Olona. In occasione di questa bella festa IL BARATTOLO della sezione Lombardia ha organizzato un Raduno di associati, la festa nella festa. Dopo pranzo gli scambi diventano frenetici e sempre più spesso si sente la frase «Celo celo mi manca»!

Gruppo il BarattoloFoto di rito e siamo già con gli occhi rivolti al celeberrimo Chef Denis Buosi. Le sue specialità a porzioni «finger food» vengono proposte e condivise ognuna con la giusta birra Poretti. Si è stanchi, torno a casa e in lontananza si sentono le note del gruppo MAGIC SOUND,  colonna sonora del lungometraggio che nei titoli di coda dice buona notte e … to be continued.

Sì, domani è un altro giorno.

Domenica 28 giugno 2015
La telefonata di un amico mi regala un sorriso, verrà a trovarmi alle 17:00. Giusto in tempo per la degustazione delle birre Boeme, Světlý 10° e Nefiltrovaný 12°, del birrificio STAROPRAMEN. Alle 18:00, arrivati al parco, ricordo d’aver dimenticato l’iscrizione a “IL BIRRACO”: il torneo di burraco di Luppolo in Fabula. Ok mi ci vuole una birra, occasione colta con una Světlý 10°. Le parole si ammucchiano e poi infiammano gli animi coi ricordi condivisi col mio amico di quando si era giovani. Il buio scende ed il fuoco emerge e racconta un’altra storia quella del gruppo FireFly e20, veri artisti del fuoco.

Ora la festa è finita, la birra no. Quella la potrete trovare ovunque.
Cheers!

13 Mag

La famiglia, una squadra affiatata.

Zero-Dieci-Cafe-Wine-&-Food

Nel 2010 l’infaticabile mamma Barbara ed il propositivo figlio Andrea danno vita allo Zero Dieci Cafè. Se all’inizio la visita al locale è dettata dalla curiosità per la novità in un piccolo paese di provincia, man mano  si formano gruppi di frequentazione che premiano l’inizio della giornata con un buon caffè o cappuccino accompagnato da un dolce. Per me quello diverrà il periodo del «cappuccino con un biscottone a forma di esse ed un bel sorriso» … la giusta energia per iniziare la giornata. Sì, allo Zero Dieci l’alba è speciale!

Durante questi anni, si sono svolte numerose iniziative, ricordo una legata all’Oktoberfest dove il bretzel era veramente buono ed il suo profumo ricordava molto la festa bavarese.

Ogni cosa è scelta con attenzione, la cura dei dettagli è sempre evidente. Andrea e Barbara, una coppia sempre in fermento che nel febbraio del 2015 danno un nuovo impulso al locale. Lo rinnovano e creano delle iniziative ad hoc, gli aperitivi a tema.

Il primo evento il 26 aprile 2015, Aperitivo Master Chef! Alle 19:00 iniziano ad arrivare anime curiose e poi gruppi che già sanno come andrà la serata. Zero Dieci subito pieno, inizia la festa. La musica Jazz crea il giusto convivio plasmando gli ospiti in un sol corpo, sa come muoversi. Ha inizio l’assaggio dei piatti rivisitati di Cracco e Barbieri entrambi condivisi coi vini della cantina Bastianich. La serata trascorre con continui versa-bevi. Personalmente accompagno le creazioni dei due Master Chef con un buon bicchiere di Refosco. Per me la serata si conclude presto, uscendo dal locale sento il brusio festaiolo e la musica giunta al cuore di tutti, sì una serata riuscita, che bella cosa.

Non s’è ancora spento il ricordo di quella serata e già siamo vicini al secondo appuntamento con gli aperitivi a tema “Wine & Food”.

Il 17 maggio 2015 sempre alle 19:00 ci sarà una degustazione “FONTANAFREDDA”  valori bollati, condivisa con Pasta Fresca a cura del Raviolificio Lo Scoiattolo. Se, quando leggerete queste righe, l’evento sarà già terminato, non disperate nuovi eventi e percorsi del cibo e del vino sono in fermento.

Zero-Dieci-Cafe-Wine-&-Food

Ma allo Zero Dieci Cafè potete andarci quando volete, perché la festa è sempre lì pronta a coinvolgervi.

Prosit!

09 Feb

L’ITALIANO CHE “COTTA”!

1996, tre birrifici artigianali, si attivano all’insaputa l’uno degli altri e con loro nasce un movimento birrario tuttora in fermento.

BIRRIFICIO ITALIANONel 1998, per la prima volta, ho visitato uno dei tre. Il Birrificio Italiano, alias “il Birri”, così nominato da tutti affettuosamente. Un piccolo sorso per l’uomo, un(a) grande (ri)sorsøa per l’umanità birraiola!

Dopo aver bevuto la mia prima birra artigianale a Lurago Marinone, conio il termine “L’Elisir di Lunghe Bevute”. Sì, la birra è troppo buona e non mi stanco mai di berla. Da quel giorno, quando parlo di birra intendo birra artigianale, difficile bere “altro”. Dal mio primo assaggio sono trascorsi 17 anni, sono nati più di 800 attività brassicole (tra birrifici e beer firm). Molte cose sono cambiate, ma alcune sono lì ferme come le stelle, ad indicare una rotta precisa. Così mi piace immaginare Agostino Arioli, un astro che ha saputo guidare ed essere d’esempio per nuovi avventori, divenuti homebrewers e poi birrai.

Il suo trend è sempre proiettato all’eccellenza. M’è capitato di parlare di lui coi suoi “competitors” e tutti lo vedono come l’unico vero Mastro Birraio presente in Italia! Nonostante i suoi impegni verso i nuovi mercati internazionali, resta attore principale delle sue invenzioni alchemiche, ma disponibile ad incontrare (ragionevolmente) chiunque faccia un salto da lui. Non amo far perdere tempo alle persone e quindi incontro “Ago” una volta ogni 6 mesi circa. E quando accade, riesce a sorprendermi per la sua disarmante disponibilità.

È Natale, vado a trovarlo con un saluto accompagnato da un “cadeau”. Lo spiazzo, il mio gesto inatteso lo fa felice. Del resto … “Il dolce che non t’aspetti è il sorriso di chi non conosci”.  Sì, la sorpresa è tutta lì.

Usciamo dagli uffici, ancora due parole e siamo nella cella frigorifera dove mi regala una delle sue alchemiche follie.

Sì, dietro una grande birra, c’è un grande uomo!

Cheers.

03 Feb

ZIMURGO UGUALE TAPROOM

Zimurgo That's Beer


 


Sabato 31 gennaio 2015, un amico:- Ciao, stasera vado all’inaugurazione dello Zimurgo la taproom di Jerago, in provincia di Varese. Tu ci sarai? I due capitani coraggiosi, Fabio “Ted” Soffianti ed Aldo Scutteri, ne sarebbero felici. – L’ho  guardato come una mucca che vede passare un treno davanti ad un passaggio a livello. Fingo di sapere di cosa sta parlando e annuisco che ci sarò. Tornato a casa, “push the botton” e trovo il significato di taproom. È una sala di mescita, dove sono disponibili bibite alcoliche alla spina. Bene! … spero che si riferisca alla birra, del resto Fabio è un homebrewer veterano ed Aldo un birraio navigato. No, non dovrei passare la serata a scolarmi whisky, ma birre. Ci vado!

Alt, prima di procedere con le parole in festa, meglio spiegare il significato della parola zimurgo. Lo zimurgo è l’archetipo per eccellenza di chi si destreggiava con “follia alchemica” nella fermentazione dei lieviti.

Riassunto, zimurgia uguale scienza della fermentazione!

E non poteva essere altrimenti per la scelta del nome del locale. Già in altre occasioni ho etichettato Aldo “druidico birraio”, quindi Zimurgo è calzante.

Come dicevo, il nome racchiude un invito a cui un bevitore “diversamente occasionale” non può sottrarsi. Arrivo presto, 15 minuti prima della “prima”. Ancora ci sono poche persone, inizio a visionare le socializzazioni in embrione. Piccoli gruppi che man mano si amalgamano tra loro. Così, per gioco, pronostico la formazione futura dello zoccolo duro che seguirà il locale.

Il concetto dello Zimurgo (oltre alle sei spine) è “birra d’asporto”. Ci sono birre in bottiglia da tutto il mondo, birre che non pensavo di trovare lì e m’hanno pure fatto l’occhiolino.

Nel frattempo il locale s’è affollato, voci di avventori:- No, questa non la conosco, di dov’è? – Seguono spiegazioni ed assaggi proposti dai due attori principali del bel film che stasera ho scelto di vedere. Un colpo d’occhio fantastico, tutte quelle birre artigianali italiane e tutte quelle birre estere che assumo il ruolo di guest star … sì, la serata è già un successo da subito. Ci sono alcuni tavolini, per chi volesse “asportare” una pizza dal locale di fronte per poi godersela qui con la giusta “fermentazione” consigliata dai due “scienziati”.

Fabio Soffianti, Antonio Epifani, Aldo ScutteriBene, sono felice per loro e per tutti gli ospiti che stanzieranno in questa scatola magica. Per me è tempo di andarmene, ho condiviso dell’ottima birra artigianale con amici, ho fermato il tempo in un click e comprato due birre artigianali difficili da trovare a queste latitudini. Una del birrificio birra Karma e l’altra del birrificio birre dell’Eremo.

Una bella serata allo Zimurgo, ora mi ritiro nelle mie stanze coi miei tesssori.

Cheers!

30 Gen

E LE GAMBE SOTTO IL TAVOLO ASCOLTAVANO

Ieri sera, ero perso nei ricordi tra tappi, etichette e sottobicchieri da catalogare. In ordine sparso sul ripiano della scrivania condividevano la loro presenza col mio boccale colmo dell’elisir di lunga vita.

Tappo ORVAL - TRAPPIST ALEUna serata tranquilla a visionare qualche pezzo della mia collezione birraria, testimone di un frame spazio-temporale, tanto suo quanto mio. Senza avviso l’occhio è stato fatto prigioniero dal tappo Orval, una birra belga trappista. Bellissimo, una sola immagine riassume l’intera storia/leggenda del birrificio. Mi capitò per caso di conoscere il significato di questa e di altre bellissime icone birrarie.

Anni fa con amici mi recai in un pub rinomato della zona. Pareti in legno e camino in pietra da attivare nelle rigide serate invernali. Un’entrata accogliente con due ampie sale, una con tavoli da 2/4/6 persone; l’altra coi suoi tavoloni lunghi in legno “strong” per le compagnie numerose.  Non avevo prenotato e fummo dirottati nella sala delle grandi chiacchiere. Non amo gridare nelle orecchie degli amici per parlare, ma complice la buona birra mi lasciai convincere a restare. Dopo 15 minuti si affiancarono 4 persone, il capo branco era un prete, dalle parole che seguirono, compresi che da tempo aveva concordato l’uscita coi tre amici per condividere la loro unica passione comune, la birra.

Il prete, con arte oratoria, prese subito la parola e mostrando il tappo della Orval, quasi fosse una reliquia, sentenziò:- Vedete questo tappo? Una leggenda racconta che la contessa Matilde di Canossa, in visita presso alcuni frati benedettini, perse il suo anello nuziale nelle profondità della sorgente che forniva acqua al monastero. Matilde implorò l’aiuto della Vergine Maria ed una trota emerse in superficie portando in bocca il prezioso anello.

La contessa esclamò:- “Questo luogo è veramente una valle d’oro!” – tradotto in francese “val d’Or” e nel tempo mutata in Orval.

L’amico alla destra del prete aveva un avambraccio tatuato con dei dadi e sotto di essi la scritta “Mort Subite”. Alla richiesta di spiegazioni da parte della comitiva il ragazzone tatuato iniziò il racconto:- Sono stato a Bruxelles, proprio nel locale A La Mort Subite e dopo aver ascoltato diversi aneddoti sul nome della birra e del locale ho deciso di tatuarmi quel che ora vedete.

Il locale aveva un altro nome e per clienti gli impiegati della banca accanto, più presenti nel locale che nei propri uffici. Sempre disponibili a partecipare ad un particolare gioco che si effettuava coi dadi. Quindi in una mano i dadi e nell’altra la birra prodotta dal titolare del locale, troppo impegno per occuparsi d’altro! Se qualcuno chiedeva in ufficio che fine avesse fatto il “giocatore avventore”, di cui se ne richiedeva la presenza in ufficio, gli veniva detto che era “morto all’improvviso” e così il locale e la birra per tutti divenne Mort Subite.

Il terzo della compagnia, raccontò il suo aneddoto:– Come ben sapete da anni colleziono boccali di birra, purtroppo ancora non sono riuscito a recuperare il “4 manici” un buon pezzo da collezione. Si dice che in una famosa locanda Carlo V ordinò una birra. Egli non poté prendere il boccale dalla parte del manico perché lo impugnava il locandiere. Il locandiere ebbe da Carlo V una moneta d’oro e l’ordine di aggiungere un manico al boccale. Carlo V ritornato nella locanda, ancora una volta non fu in grado d’impugnare il boccale, perché entrambi i manici erano ostaggi del locandiere. Altra moneta d’oro, altro manico da aggiungere al boccale. L’imperatore ritornato alla locanda si sentì oltraggiato, il locandiere teneva il terzo manico rivolto verso di se, impedendogli la presa. Carlo V, con una moneta d’oro, obbligò il locandiere ad inserire un quarto manico al boccale. E questa è proprio una leggenda, col potere di vita e di morte su tutti, penso che la storia avrebbe registrato una cronaca differente già dal primo manico e dalla prima scortesia! – Tutti e quattro annuirono cozzando i loro boccali con un prosit.

L’ultimo della compagnia, magro, alto e con occhiali circolari “importanti” era rimasto in silenzio. Beveva ed ascoltava gli amici chiacchieroni, ma ora era giunto il suo turno e buttò lì una frase in latino:- Ardet nec consumitur – Il capo branco di getto formulò:- Brucia, ma non si consuma. Dove l’hai letta? – Lo smilzo rispose:- Sull’etichetta della birra Grimbergen, l’abbazia di Grimbergen nel passato ha subito diversi incendi, durante le frequenti guerre di religione. Ma è sempre stata prontamente ricostruita e nel sottolineare la loro continuità d’intenti i monaci hanno coniato il celeberrimo motto, affiancandolo ad un’icona indistruttibile e longeva, la Fenice. – Un ultimo brindisi e giunse per tutti l’ora di uscire dal locale con qualcosa in più da condividere con altri.

Ricordo sempre con piacere quella serata trascorsa coi miei amici ad “origliare” le storie sulla birra. Chissà se c’è un libro che racconta di aneddoti birraioli. Nel frattempo la scrivania è rimasto un campo di battaglia con tutto il materiale birrario sparso, difficile mettere tutto a posto.

Ogni pezzo collezionato è una link ad altri mondi, facile perdersi dietro ad ogni immagine o ad ogni storia che man mano diventano anche un po’ mie.

Cheers!

27 Gen

GALLERIA D’ARTE O BAR? … ENTRAMBI!

BAR INCONTROFelice di tornare a parlare de l’Incontro e della sua “mission possible”. Qualche settimana è trascorsa dalla mia visita al locale di Pietro ed Agnese, provo a condividerne l’evento.

Passeggiavo in piazza San Rocco a Vedano Olona, quando dall’ampia vetrata de “l’Incontro”, mi sentivo osservato dall’opera d’arte “Marabù”, di Fabrizio Menotti. Sì, m’invitava ad entrare a prendere un caffè, il richiamo era forte. Pochi metri ed ero dentro, appese alle pareti, le sue opere in tondino e fil di ferro mi parlavano di sapienza antica, nella lavorazione del ferro. Il fare, le mani, l’esperienza tramandata, respirata ed ispirata. In due parole, Fabrizio Menotti. Entrato nella ex sala da biliardo, altra sorpresa.

Le opere dell’artista Alida Bardelli, lì, si fondevano tra loro nello spazio e “nelle” pareti, creando una sintonia tra colore, spazio e forma. La natura, nelle sue opere, è una finestra aperta a spazi sereni, testimone in un frame pittorico, dell’istante che perpetua la creazione del mondo nelle sue forme.

Le opere, ospitate fino al 6 febbraio 2015, verranno sostituite da altre. La cornucopia “l’Incontro” conferma il suo luminoso scopo, con la sua giusta energia continua a trasmettere un messaggio forte.

Un bar mutato in galleria d’arte, bello! C’è così tanta arte e tanti artisti in Italia da poter certificare l’intera nazione (cittadini compresi) come “Sito Unesco”!
Non è mai troppo tardi per bere un’opera d’arte o per visionare un caffè!
Grazie.

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29 Nov

AL BAR:- UN CAMINO, GRAZIE! –

Per lavoro, ho girato varie regioni della nostra bella Italia, scoprendo gemme d’ospitalità nascoste in bar, pub, caffè culturali, ristoranti ed altro ancora. Soprattutto, in ogni luogo, belle persone. Nelle nebbiose e gelide albe invernali, il buongiorno lo cercavo in una buona colazione, riscaldata dagli occhi gentili dei gestori.
Ad esempio, alle 07:00 del mattino arrivo in una cittadina ordinata del lodigiano con 3269 abitanti, Maleo. Parcheggio nella centralissima piazzetta, fulcro della comunità. Attraverso la strada ed entro al CAFFÈ ITALIANO, un bar/pub singolare. Sulla destra un bancone per un caffè veloce, poi lo sguardo si apre al centro per accedere ad un altro spazio più grande, dove la sera è vero pub! Sulla sinistra un palchetto con alcuni tavolini quasi sempre occupati ed ambiti da tutti gli avventori. Sì, perché lì c’è il camino. Fortunato e mattiniero, mi siedo vicino al fuoco, godendomi la lettura del giornale con cappuccino e brioche alla crema preparati dai gioviali Floriano e Santina (per i più Santi).

Questa la chiamo quotidianità premiata!

29 Nov

ARDET NEC CONSUMITUR

BAR L'INCONTRO - VEDANO OLONA

bar L'INCONTRO - VEDANO OLONANegli anni ’70 il “Bar Renato” di Vedano Olona era rinomato, nel varesotto e fuori provincia, per i personaggi famosi che frequentavano la sua sala da biliardo. Bar con cabina telefonica della SIP annessa, trattoria con piatti semplici e, come detto, campo di battaglia per interminabili sfide a biliardo. Questo era e lo è stato per molti anni. Purtroppo dopo tanta gloria, cadde in disgrazia non appena cessò la gestione del Sig. Renato. Ma, come la fenice, il bar è risorto dalle sue ceneri. Ora si chiama “l’Incontro”, la sua mission è un convivio propositivo. Una giovane generazione gestisce il locale con nuova enfasi, votata allo scambio delle idee, alla riflessione ed al dialogo attraverso l’arte, intesa nella sua globalità.

La sala da biliardo, un tempo buia e fumosa, ora è invasa dalla luce per meglio ammirare i quadri di alcuni artisti. In un angolo della sala una piccola libreria, che … sì, ha la giusta energia per far vivere un reading settimanale, lì sarebbe perfetto! Nel frattempo, godiamoci un caffè con una brioche mignon oppure tutto quel che vi passa per la testa. Odio gli elenchi, non rendono mai giustizia e qualcosa la si dimentica, ma state certi che c’è tutto quel che si possa cercare in un bar, più quel qualcosa che lascia il segno. Attenzione non vi sono formule segrete per il loro successo.

Quando penso a “l’Incontro”, visiono: semplicità, freschezza, luce ed un sorriso sincero!