01 Giu

CELO CELO MI MANCA!

CELO CELO MI MANCA

Collezionisti di materiale birrario, istruzioni per l’uso e divagazioni.

Ciao, mi chiamo «XYZ» e tu? Cosa collezioni? Io questo e quello.

Spesso le amicizie durante l’infanzia iniziavano così. Il ricordo degli anni della scuola elementare si può riassumere in una foto. Un uomo davanti all’entrata della scuola, circondato da bambini con le braccia tese verso le sue mani che distribuiscono pacchetti di figurine di calciatori od altro tema. In quegli anni, lui era il «pusher» dei nostri sogni. Ogni giorno, mi svegliavo col pensiero mantrico mattutino:- Oggi ci sarà il signore delle figurine? Oggi verrà il signore delle figurine! – Alle 07:45 si appostava davanti all’entrata della scuola e distribuiva figurine ed album per la loro raccolta. Mamma chioccia era assalita e confusa dai nostri famelici «pio pio»! Raggiunto un certo numero di doppie, la febbre del gioco aveva la meglio. A quel tempo, una porzione di strada sterrata in aperta campagna, diveniva luogo di epiche sfide. Tutto il pomeriggio trascorso con gli amici del cuore. Misurandoci nel gioco più bello del mondo, PIASTRA!

Regole semplici.

Un giocatore, una figurina, 7/8 partecipanti. Le figu raccolte venivano posizionate e fermate in un mucchietto di sabbia ad una distanza di 15/20 passi dal gruppo. Ogni bimbo aveva la sua «piastra» personale, un sasso piatto che dopo attente ricerche assumeva il ruolo della fedele arma vincente. Silenzio, tutti in cerchio. Iniziava la conta per avere ognuno il suo turno dettato dal destino e poi pronti via! Obiettivo, abbattere le figu con la propria piastra, rivendicando il tesssoro appena conquistato. Poi … altro giro, altra figu, altra corsa. A volte, a bersaglio mancato, il «piatto» cresceva di valore a tal punto che con un sol centro ci si sentiva importanti. Il gioco terminava al tramonto. Sotto i lampioni che illuminavano i gradini di casa, iniziava la fase degli scambi, interrotti sola dalla cena imposta dai nostri genitori.

Oggi colleziono ancora. Non si smette mai, cambiano solo gli oggetti, la passione è immutata.

Dal 1997 colleziono etichette di birra. All’inizio tutto, Italia e resto del mondo. Non esistevano i micro birrifici, almeno non nel numero che conosciamo ora. Nel 2010 ho deciso di dedicarmi solo ai micro birrifici italiani. Conoscere anime che si nutrono della medesima passione è ora più importante della collezione stessa. Purtroppo capita d’incontrare, tra i nostri colleghi, delle «mele marce». Persone che sono passate al lato oscuro, trasformandosi in ombre infette da un «possesso compulsivo». Egoisti, bugiardi e cafoni. Visitando alcuni birrifici amici, alcuni titolari per scherzare, buttano lì la frase a me indigesta:- Ah, ieri son stati qui dei tuoi colleghi. Eh eh eh. – Ed iniziano a raccontarmi le ultime «performance» di qualche nostro «invasato». Come la volta che …

[L’uomo e l’ombra.]

Il titolare del brew pub, nonché Mastro Birraio, gira la chiave ufficializzando l’apertura del locale all’ora stabilita. L’uomo entra ed un’ombra scura gli si avvicina e parla con le spalle dell’uomo: – È da 15 minuti che aspetto, è in ritardo con l’apertura del locale! – L’uomo è paziente e risponde al cazziatone inatteso con un buongiorno accompagnato da un sorriso. L’ombra, scura in volto, risponde al sorriso vomitando richieste come se fossero ordini di un generale. Si presenta come collezionista di sottobicchieri. Inizia a girovagare per i tavoli in cerca del tesoro, ripulendo ogni ripiano da qualsiasi materiale birrario utile per i suoi scambi. Pone il bottino in un borsone, poi spazientito:- Avete solo questi? – L’uomo, spiega che quelli tolti dai tavoli, sarebbero bastati per gli avventori fino alla chiusura del locale. L’ombra incalza:- Ha altri sottobicchieri dietro al bancone? – L’uomo inizia ad irritarsi:- Che birra le preparo? – L’ombra stizzita:- Non bevo birra!

Ok … questa è una delle tante storie che si raccontano sui collezionisti, purtroppo vere. Mi vergogno e chiedo scusa anche per un altra «ombra malata» che si spaccia per persona indifesa che stanzia su una sedia a rotelle. Dichiara che la passione per il materiale birrario è divenuta la sua unica ragione di vita … che miserevole larva!

Birrifici, chiedo scusa per queste insane ombre. Ma sappiate che ci sono colleghi che hanno ripescato dalle ceneri del tempo cimeli ed identità birrarie dimenticate. Solo grazie ad un sapiente lavoro di ricerca continua sono riusciti a conservare, costruire e divulgare storie di aziende chiuse da anni.

Ai birrifici quindi consiglio di scegliere un paio di collezionisti come se fossero i loro biografi ed a loro donare un po’ di tempo, raccontando aneddoti e storie. Il materiale birrario è indispensabile ai collezionisti, ma se siete i loro confidenti, avrete degli instancabili divulgatori del vostro Elisir di Lunghe Bevute.

Ai collezionisti consiglio di essere educati ed anche se siete astemi, comprate qualche birra a chi state chiedendo materiale birrario per la vostra collezione. Non saranno certo obbligati a darvi del materiale, ma se siete educati sarà più facile ricevere anche solo una stretta di mano e poi col tempo … chissà.

Cheers!

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