29 Mar

IBF – l’Italia Beer Festival, il «versabevi» conviviale.

IBF - Italia Beer Festival

Anche quest’anno, sono stato all’IBF, rispettando così il rito dei saluti ad alcuni micro birrifici e loro mastri birrai. Molti i presenti all’undicesimo anno festaiolo. A suo tempo, fu la prima manifestazione nel suo genere. Il suo compito? Divulgare il verbo dell’Elisir di Lunghe Bevute raccontato dagli attori di questo bel film dal titolo «La Birra Artigianale». Lo spettacolo come da copione inizia con qualche minuto di ritardo, l’attesa accresce la voglia di conoscere le ultime novità brassicole. So bene che non potrò papillarmele tutte, chiedo scusa per quelle che non berrò. In altro tempo e luogo … chissà.

Ma ora si parte, iniziano le danze. Con custodia a tracolla e bicchiere stivato, mi dirigo verso l’entrata del primo cerchio del paradiso per l’approvvigionamento gettoni. Ringrazio il pusher per le fiches d’ingresso e via verso il primo assaggio.

BIRRIFICIO SVEVOPochi passi e sono già fermo, il primo saluto va a Vito Lisco del Birrificio Svevo, conosciuto tre anni fa, nella sua attuale sede di Modugno (BA). Con orgoglio mi racconta dei suoi tre nuovi pargoli: Classe Roma, Nuova Galassia e EX•98. La veste grafica è accattivante. Giunti al suo stand, assaggio prima la sua indimenticabile Biancasveva e poi una new entry, la EX•98. Chi mi conosce sa che non faccio mai Michele l’intenditore. Quindi non mi sentirete dire:- Sentori d’erba di primavera in una notte di luna piena! – Ci sono altri più esperti di me, che ben recitano la parte. Resta il fatto che se ne parlo, vuol dire che m’è piaciuta!! Grande Vito, non sbagli un colpo.

BIRRIFICIO DI LEGNANOContinua il giro di perlustrazione e mi imbatto nel Birrificio di Legnano, curioso, non conosco ma ne ho già sentito parlare bene. Il sorriso del birrificio viene delegato ad Olga Olgiati, Simone Ceriani titolare del birrificio è impegnato altrove. Nel frattempo Luigi, l’amico toscano di Siena, mi suggerisce un assaggio:- Bevi la Martinella, ti piacerà. – Vero! L’«Elisir…» visita l’ugola come un bimbo al parco che sale e scende all’infinito da uno scivolo. In questo caso il saliscendi muta in un piacevole versabevi. Sì, ne voglio ancora, ma il tour è lungo e torna in mente la frase, BEVI RESPONSABILMENTE! A malincuore passo oltre, ma per non dimenticare, compro una confezione da sei con varie tipologie.

Il passo è felicemente lento, ad ogni stand c’è qualche amico da salutare. Sì, perché IBF non è solo la festa della birra artigianale è anche il rendez-vous di anime birrose, alcune lontane dal mio spazio-tempo. Ed eccomi al Birrificio Il Mastio, di loro (nella mia collezione) ho molte etichette, ma non ho ancora bagnato il becco nella loro pozione magica. Ne approfitto. Mentre mi avvicino al bancone si fa amicizia con Roberto Forconi, sì proprio lui il «Birronauta», una Guest Star che ti prende per mano e ti accompagna nell’universo birrario. Mentre ascolto le sue parole ci raggiunge Sebastiano Nabissi, titolare de Il Mastio. Su mia richiesta versa una Abbadia Chiara seguita da un’altra Abbadia, questa volta proposta dal Mastro Sebastiano, Abbadia Bruna. Due beve che mi appunto di approfondire al più presto, veramente ottime. Ordinerò alcune bottiglie!

Da lontano individuo lo stand del Birrificio Settimo, conosco bene la sua storia ed i suoi personaggi. Ha saputo sempre rinnovarsi senza soffrire della consegna del testimone da un mastro birraio all’altro. Prima Aldo Scutteri, poi Nicola Nix Grande ed ora Cristian Pizzi, degno successore di entrambi. Arrivo al bancone e saluto Cristian che mi ragguaglia sulle loro ultime pozioni alchemiche versandomi una T+. Le buone nuove sono un invito a ritornare al birrificio per gustarle abbinate al loro favoloso stinco, di cui ho già donato belle parole in un altro articolo. Lo saluto con un arrivederci a presto e già mi trovo in un luogo a me caro.

Al Doppio Malto non c’è Alessandro Campanini, impegnato altrove, Deus ex machina del birrificio e sempre in fermento. Purtroppo so già che non vedrò neppure Manolo Lia, da sempre nella mia personale «Hall of fame» dei Mastri Birrai! Ora volato verso altri lidi, ma ritrovo Alessandro Brusadelli, altro pilastro fondante del birrificio e con lui inizio a chiacchierare delle nuove esperienze birraiole. Gli occhi si posano sulla Cocoa Ipa, mai sentita, mai provata. Ok, un gettone e posso scoprire l’arcano gusto. Glu glu glu glu, ahhh … mi cattura. Accidenti, dovrò presto tornare ad Erba e farmene una buona scorta.

BIRRIFICIO HIBUA dicembre 2015 ero stato nella nuova sede del Birrificio Hibu, era stata una festa rivedersi con Raimondo Cetani dopo tanto tempo. Incontrarlo all’IBF non era così scontato, diserta sempre le manifestazioni, il tempo è una risorsa scarsa e centellina ogni minuto della sua giornata per ottenere il massimo. Del resto è fiducioso di lasciare nelle mani capaci dei suoi fedeli collaboratori la sua macchina ben rodata. Non vedo Patrizia Formenti alias La Patty, sua fedele braccio destro, super attiva. In tutto ciò che riguarda l’Hibu … c’è un suo tocco. Ad ogni modo il ripiano e l’impianto spine m’informano di alcune novità per il mio palato. Chiedo allo «spinaker» una Pompelmhotel, era da un po’ che mi faceva l’occhiolino. Bevo. È così buona che non la fanno neppure in bottiglia, solo per i locali … ufff, dovrò uscire qualche sera in cerca di questa alchemica follia! Nel frattempo acquisto un trasportino da sei bottiglie, il mio post-it per Raimondo.

Pochi passi e sono a La Buttiga dove ritrovo Nicola Maggi, conosciuto qualche anno fa a Piacenza durante la prima manifestazione importante sull’Elisir di Lunghe Bevute. Basta uno sguardo e ci s’intende sulla mia richiesta. Pils in Love, un amore di birra, tra le mie pils preferite. Con Nicola si parla dei trascorsi del 2014. La bolgia all’EXPO PIACENZA, 80 birrifici artigianali! Forse mai così tanti in un sol luogo. Frasi, dal passato al futuro lucente de La Buttiga. A breve cambia sede, ancora più isolata. Per godersi la propria quotidianità premiata si sposta a Rivergaro, conosco il posto, lì regna la pace.

Resto in provincia di Piacenza, ma questa volta per un saluto si va a Podenzano dal Mastro di Beva Marcello Ceresa del Birrificio Retorto. Lo sguardo s’incrocia e nei suoi occhi s’accende il ricordo, il ciao è palindromo. Sono stato alcune volte nel suo birrificio per acquistare il suo oro liquido, un vero investimento. In cantina ho ancora una sua Malalingua, il barley wine per le grandi occasioni. Vedo una nuova proposta, almeno lo è per me. Con orgoglio Marcello racconta la bella storia di Tazmaniac, una birra dai luppoli neo zelandesi ed australiani. Esotica e vacanziera la Taz! Sì, ormai ci ho preso confidenza, io & la Taz siamo subito intimi. Difficile capire chi dei due può fare a meno dell’altro. Per non sbagliare, mi terrò buono Marcello.

Dopo circa un anno rivedo con piacere Veronica Bianchi ed il suo Pard Stefano Di Stefano del Birrificio Argo. I due Druidi parmensi li conosco da qualche anno. Veronica viaggiatrice per lavoro e per diletto, ha poi messo le radici nella sua specialissima isola di nome Argo. Suo compagno di viaggi Stefano, che nelle sue oniriche visioni dell’infanzia parla di supermercati e bottiglie. Intuiva già il suo il destino. Bottiglie, bottiglie, tante bottiglie ora tutte piene delle sue creazioni luppolose. E così ricordando il loro spirito birroso, sgrano gli occhi davanti alle loro sirene spinose. Si presenta una scelta amletica. Sommerbong o Hoppy wan-kenobi? Mi butto sulla Sommerbong e non mi faccio male, anzi sto bene … buona.

Tempus fugit, è ora di ripartire verso casa, presto, presto, devo custodire il mio tesssoro, la cantina si bella.

Cheers!

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