15 Dic

CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO 2015

CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO 2015

CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO 2015Parafrasando Kuaska:- Non esiste il Babbo Natale, esistono i Babbi Natale.

… sì, sono più di cinquanta e tutti con un vestito diverso, unico comun denominatore la loro bontà.

SABATO 5 DICEMBRE 2015

Nei giorni precedenti, l’attesa è stata propedeutica. Ore trascorse a progettare ogni minuto dell’evento agognato per tutto l’anno. Ma sempre pronto a godermi gli imprevisti, frequenti e benvenuti, che accadono al CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO.

Ore 14:30, pronti partenza via. Imbersago e la sua fonte dell’Elisir di Lunghe Bevute attende la mia presenza. Per tre giorni, cinquanta e più birrifici artigianali anche quest’anno proporranno le loro birre natalizie. Ogni avventore potrà scegliere il suo “dono”. Oggi è il secondo giorno della manifestazione.
Ore 16:00, il cancellone si apre. Alcuni scalpitano per esser i primi ad assistere alla parata birraiola. Non c’è fretta, con calma entro e vedo alcune bottiglie che sembrano animarsi, pare che flirtino con gli avventori. Il giorno prima è andato tutto bene, a tal punto che alcune birre sono già finite, vera sete! Anche oggi si prospetta un “versabevi” continuo. Mi dirigo alla cassa. Un Euro e cinquanta centesimi valgono un tappo a corona che equivale a 10cl di birra natalizia versata nel “Calice Amarcord” (3 Euro) della festa. Ora sono al centro della “Domus Area”, da un lato l’interminabile bancone con tutte le bottiglie presenti sull’attenti, la divisa tirata a lucido. Sul lato opposto una serie di tavoli e tavoloni che dalle 19:30 ospiteranno la “Guest Star” dello splendido film senza repliche, “La Stincata”. Nel terzo lato di fronte all’entrata c’è una fila di spine coi loro “Spinakers” pronti a colmare lacune con informazioni corrette e calici con ottime birre. Volgo lo sguardo ad Eugenio e Matteo, due tra i personaggi principali della tre giorni “Pro Natalizia”. Un sorriso palindromo compare sui nostri volti. Sì, sono a casa, cheers!
Col calice in una mano e i tappi nell’altra, si comincia a bere:

Come ciliegie, un assaggio invita a proseguire con un altro, difficile smettere.

Ore 19:30, “La Stincata” si posa sui ripiani e subito regna un rispettoso silenzio. Stinco, patate fritte e crauti, che si può volere di più dalla vita? … un amaro? Nahhh, meglio un’ottima birra artigianale. Magari natalizia e magari, ad esempio, una Jolly Frosty. Il cuoco ha fatto un buon lavoro, lo stinco è buono e le patate fritte non son da meno. Nel frattempo alle 20:00 il paradiso è già pieno di bocche che mangiano e bevono. Le parole fanno a gara per esser ascoltate. Il tempo scorre veloce quanto l’oro liquido che ora esonda dai calici. Al di là del bancone la frenesia è gemella del movimento che si registra tra le numerose anime birraiole. Un gran vociare coi numeri delle ordinazioni urlati. La coda alla cassa di nuovi pellegrini è una piacevole visione, sia per gli organizzatori che per gli ospiti con le gambe sotto il tavolo, che hanno così conferma di aver fatto la scelta giusta nel trascorrere le ore in questo luogo gustando liquidi preziosi. Una buona idea, condivisa da molti.

Che splendida serata, saluto gli amici con un:- A domani. – Sì, perché domani è un altro giorno … al CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO 2015.

DOMENICA 6 DICEMBRE 2015

Ore 07:00, mi dò un pizzicotto. Ok fa male, vuol dire che non sto sognando. Sono in una stanza d’albergo a pochi chilometri da Imbersago e ieri sera per davvero partecipavo a “La Stincata”. Oggi ultimo giorno della manifestazione.

Ore 09:00, colazione nella piazza centrale del paese di “Babbo Natale”. Imbersago è ancora taciturna, abitazioni con le imposte chiuse e poche persone per strada. Le poche che incontro mi salutano augurandomi una buona giornata, ricambio pensando:- Forse li ho conosciuti ieri sera, la birra alimenta il convivio, ma non la memoria!

Ore 11:00, fuori dal complesso, in attesa dell’inizio del terzo ed ultimo giorno festaiolo, mi avvicino ad alcuni futuri compagni di gomito. Presentazioni ed esperienze raccontate vengono interrotte dall’invito ad abbeverarsi alla “fonte”. Inizia la corsa all’oro liquido e presto mi ritrovo seduto a fianco dei nuovi amici appena conosciuti. Riprendono i racconti che continuano anche quando arriva l’antipasto del Pranzo con la “P” maiuscola.

ANTIPASTO:

  • Fleuritte sbagliata alla Avec le Bon Voeux

in abbinamento: Avec le Bon Voeux de la Brasserie Dupont

 PRIMI PIATTI:

  • Risotto alla zucca sfumato con Jolly Frosty
  • Pennette al ragù di salciccia

in abbinamento: Jolly Frosty del Tre Pupazzi Brewery

SECONDI PIATTI:

  • Carbonade Flamande alla Bernardus Christmas Ale

in abbinamento: St. Bernardus Christmas Ale

DOLCE:

  • Dolce di Natale

in abbinamento: Chouffe N’Ice

 Carlo Garlaschè, Matteo Prizzi, Eugenio Papini, Antonio EpifaniUna festa di sapori e di parole che raggiungono l’apice alle 14:00, quando arriva Carlo. Un amico a cui si fa posto volentieri. Ora la tavolata è completa e col calice colmo si brinda tutti insieme. Tornano a galla i trascorsi durante l’Oktoberfest a Monaco:- Oans, zwoa, drei! G’suffa!” –

Grazie Proloco di Imbersago, grazie Tre Pupazzi Brewery (Manuel, Nicola e Matteo), grazie Eugenio, grazie Mezzopieno (Gionata e Andrea) e grazie a tutti i protagonisti e a tutte le comparse che hanno fatto sì che questo stupendo film si realizzasse.

To be continued … CHRISTMAS BEER FESTIVAL IMBERSAGO 2016.

10 Ott

I love you, lago Maggiore!

Il 28 settembre 2015, il convivio è terminato con quest’ultime parole non dette, ma pensate all’unisono dai maestri del «Collare Cocorum». Chef che, coi loro 25 anni di eccellenza certificata dalla loro professionalità, uscendo dal ristorante dell’hotel de Charme di Laveno si son votati a nuove sinergie proiettate alle promozioni turistiche locali ed alle loro economie. Merito anche dello chef Giuliano Conti che ha preparato in chiusura per l’evento un menù ad hoc a km zero:

  • Tris di terrine di pesce del lago Maggiore su insalatina di campo
  • Perla di riso con radicchio tardivo e caprino delle valli luinesi
  • Filetto di maialino da latte con salsa ai porcini, patata al cartoccio e pomodoro ramato gratinato
  • Mille foglie con crema inglese

Chef Lombardi Resterà vivo il ricordo di una giornata ricca di scambi e di interventi propositivi. Grazie all’Associazione Provinciale Cuochi Varesini, chiamati ad organizzare il raduno regionale FIC dei maestri Collare Cocorum. Tutto si è svolto con successo. Azzeccata la location, il Verbano, che da sempre offre la possibilità di visionare i molteplici aspetti che il lago Maggiore ha nel territorio. Laveno, Santa Caterina del Sasso e Isola Bella, ora sono nei cuori dei partecipanti. Lasciati i luoghi che rimandano i ricordi ad una pesca d’altri tempi, i partecipanti sono giunti a Villa Frua (Laveno). Lì, il sindaco Ercole Ielmini e l’assessore al commercio, turismo e sport Alvaro Reggiori, hanno ricevuto i cuochi nelle loro divise. A due aziende d’eccellenza è stato affidato il rito dell’aperitivo, la Rossi d’Angera ed il salumificio Colombo, due realtà ben radicate nel tessuto sociale.

Sì, per tutti un solo «credo»! Il sindaco Ielmini, Carlo Bresciani (presidente vicario della federazione italiana cuochi), Carlo Granchi (presidente dell’unione cuochi regione Lombardia), Riccardo Carnevali (segretario dell’unione cuochi regione Lombardia), Girolamo Elisir (presidente dell’Associazione Cuochi varesini) concordano che solo una regia condivisa tra associazioni, pubblico e privato potrà amplificare i risultati già ottenuti in solitarie iniziative. Chef Giuliano ContiNe è un esempio questa giornata, conclusasi magnificamente all’hotel de Charme, grazie alla professionalità ed alla passione dello chef Giuliano Conti e del suo staff, nonché dal responsabile di sala Stefano Besani che ha magistralmente guidato gli allievi giunti al terzo anno c/o il Centro di formazione professionale dell’agenzia formativa di Luino.

Una manifestazione meritevole d’esser menzionata come … giornata della quotidianità premiata!!

14 Lug

Il piacere? … un pranzo di lavoro!

Trattoria La Topia

Al telefono – Ciao Mario, ci si vede da te per le 11:30? – La risposta dell’amico Mario, è sempre ospitale e propositiva. Andare da lui per due chiacchiere, si trasforma in un invito a pranzo alla Trattoria La Topia di Orsanvenzo. Lì una manciata di abitazioni disseminate nel mezzo di una natura ancora incontaminata, fanno da cornice ad una tela di colori ancora vivi. Dove i cinghiali gironzolano e possono ancora dire la loro. Sono diversi anni che ci si ferma a chiacchierare di lavoro pranzando in questo luogo di pace.

Nel sacro spazio, dove il cibo è venerato su ogni cosa, ci arriviamo qualche minuto prima. Un aperitivo della casa giusto per segnare l’inizio propedeutico della «lezione» su gusto ed olfatto! La scalinata è pulita, linda, come tutto lo spazio dentro e fuori. Il cartello all’entrata certifica la loro cromosomica ospitalità. Varcata la soglia, ecco Serena ed il suo solare e leggendario sorriso che da sempre precede il suo saluto.

Serena e Mauro sono i due gastro-soci di questo paradisiaco presidio culinario. I consensi cresciuti di anno in anno, sono ora testimoniati da una nuova generazione che muove i primi passi. Norman, il sommelier e Francesco in cucina, aiutano mamma Serena nel divulgare il cibo e la loro quotidianità premiata. Non sto neppure a descrivere l’aperitivo della casa, dovete andarci. Voi e loro meritate di conoscervi e frequentarvi. L’aperitivo è solo l’inizio di un percorso composto da cibo semplice, buono e sempre accompagnato da vini mai banali o da ottime birre artigianali dei dintorni.

La scenografia è bella in qualsiasi stagione, vedere per credere.

Ma ho parlato fin troppo e non riuscirò mai a farvi assaggiare con le parole quanto può esser buono un piatto di Serena. E quindi se è vero che una foto vale più di mille parole, una serie di immagini rendono bene l’idea di cosa stiamo parlando.

Buon appetito!


Trattoria-La-Topia

 


Trattoria-La-Topia

 

 

 

 

02 Lug

Sì, è qui la festa!

HAPPOR-HOUR

Negli ultimi tempi, nel mio paese, è esploso una sorta di rinascimento gastro-culturale. Laboratori di degustazione a tema hanno invaso le serate della sonnolenta cittadina del varesotto. Sì, Vedano Olona è sempre più una fucina di iniziative rimarcate anche da eccellenze a chilometro zero ed affiancate da grandi nomi dell’universo alimentare.

La seconda edizione di «Luppolo in Fabula», certifica questa tendenza della Pro Loco di Vedano Olona. In questo bel film, gli attori Pino Santacroce e Paolo Barducco si vestono da paladini del vivere consapevole. Tre giorni di vero convivio.

Parliamone …

Dal 2014 si è voluto sottolineare il forte legame che unisce Vedano Olona ed il birrificio Poretti. La nascita di Angelo Poretti a Vedano Olona, 19 giugno 1829, da lo spunto per parlare di lui e della sua impresa. Emigrato in cerca di lavoro si appassiona alla produzione dell’elisir di lunghe bevute e così in Bavaria ed in Boemia impara l’arte birraria per poi ritornare al paese con un know-how tale da mutare il sogno in realtà. Era nato il Birrificio Angelo Poretti. A 138 anni dalla prima cotta, Angelo Poretti, è ancora testimone propositivo della sua passione. Anche il nipote Angelo Magnani seguì le orme del suo mentore e come lui imparò il mestiere in Boemia ed allo stesso modo sposò una donna del luogo, Anna Novak. La stessa donna che ormai vedova costituì una fondazione e donò una somma importante per i tempi alla Casa di Riposo di Vedano Olona.

Ritornato in Italia diede nuovo impulso al birrificio, ora presente nel quarto gruppo birrario a livello mondiale. Il Gruppo Carlsberg.

Scusatemi se mi sono dilungato, ma era necessario per capire il legame con il territorio che si è consolidato in tutti questi anni.

LUPPOLO IN FABULA

Venerdì 26 giugno 2015

Fin dal mattino il fermento è palpabile, il giorno è giunto e con esso l’inizio della tre giorni vedanese all’insegna di un continuo versa/bevi/mangia.

Ore 18:00, arrivo giusto in tempo per HAPPOR HOUR. Il Salumificio Colombo, rinomato nel territorio ed oltre confine, ci guida in un assaggio di alcuni suoi prodotti in cui è «presente» anche l’ingrediente birra Poretti! A traghettarci è l’imprenditore Marco Colombo.

Si comincia con un salame che all’interno dell’impasto contiene un 5% della 4 Luppoli, per poi assaggiare una toma in cui è stata aggiunto il 5% di 5 Luppolinel caglio. Le parole di Marco vibrano nel declamare i suoi prodotti e le sue esperienze sensoriali. Parla della coppa e della sua marinatura nella 6 Luppoli, ma ormai è prossimo alle confessioni, agli aneddoti. Infatti nel condividere con noi la sua pancetta con aggiunta di mele, si lascia andare ad un aneddoto sul cibo e salute. Un suo amico dottore sottolinea in modo scherzoso la corporatura di Marco, lui piccato, per Natale gli regala una sua produzione «speciale». Dovrebbe essere uno scherzo, come per dire che con una pancetta con aggiunta di mele al giorno se lo toglie di torno. All’incontro successivo il medico si congratula con lui a tal punto da chiederne ancora! Questa va gustata con una 7 Luppoli ai fiori di sambuco. Applausi e domande concludono la degustazione e ci si avvia al piatto forte della serata.

Ore 20:00, inno nazionale della Repubblica Ceca seguito dall’inno nazionale italiano. A condividere l’evento vedanese ci sono tutti: il SE Console Onorario della Repubblica Ceca Dott. Giorgio Franco Aletti, il Dott. Lubos Rosenberg,
Direttore dell’ Ente del Turismo della Repubblica Ceca, la Dott.ssa Laura Marchini,
responsabile comunicazione Carlsberg Italia, il sindaco Cristiano Citterio, Paolo Barducco presidente della Pro Loco ed il parroco di Vedano Olona Don Daniele.

Buona la prima serata, ora coi saluti ci si proietta alla giornata successiva colma di eventi interessanti.

Sabato 27 giugno 2015

Che ore sono? … mancano ancora 4 ore!
Che ore sono? … mancano ancora 2 ore!
Che ore sono? … mancano ancora 1 ora!
Che ore sono? … mancano ancora 30 minuti! Che ore sono? … mancano ancora … no, è ora! Sono le 12:30 e con le gambe sotto il tavolone, con amici, si condivide stinco e patatine, tante parole e molta birra! Così ha inizio per me la seconda giornata del Luppolo in Fabula. È solo uno degli eventi che mi emozionerà. Sono accanto ad amici associati a IL BARATTOLO, Associazione di Collezionismo Birrario. Anime buone che non vedo spesso perché disseminati in differenti aree geografiche della Lombardia. Oggi siamo tutti ospiti della Pro Loco di Vedano Olona. In occasione di questa bella festa IL BARATTOLO della sezione Lombardia ha organizzato un Raduno di associati, la festa nella festa. Dopo pranzo gli scambi diventano frenetici e sempre più spesso si sente la frase «Celo celo mi manca»!

Gruppo il BarattoloFoto di rito e siamo già con gli occhi rivolti al celeberrimo Chef Denis Buosi. Le sue specialità a porzioni «finger food» vengono proposte e condivise ognuna con la giusta birra Poretti. Si è stanchi, torno a casa e in lontananza si sentono le note del gruppo MAGIC SOUND,  colonna sonora del lungometraggio che nei titoli di coda dice buona notte e … to be continued.

Sì, domani è un altro giorno.

Domenica 28 giugno 2015
La telefonata di un amico mi regala un sorriso, verrà a trovarmi alle 17:00. Giusto in tempo per la degustazione delle birre Boeme, Světlý 10° e Nefiltrovaný 12°, del birrificio STAROPRAMEN. Alle 18:00, arrivati al parco, ricordo d’aver dimenticato l’iscrizione a “IL BIRRACO”: il torneo di burraco di Luppolo in Fabula. Ok mi ci vuole una birra, occasione colta con una Světlý 10°. Le parole si ammucchiano e poi infiammano gli animi coi ricordi condivisi col mio amico di quando si era giovani. Il buio scende ed il fuoco emerge e racconta un’altra storia quella del gruppo FireFly e20, veri artisti del fuoco.

Ora la festa è finita, la birra no. Quella la potrete trovare ovunque.
Cheers!

24 Giu

THE WALL ITALIAN CRAFT BEER e… IL PROGETTO KAMALEON!

The-Wall

Ricordo la prima volta che incontrai Stefano Barone ed Andrea Rogora.  Propositivi e voglia di fare a mille. Sì, osservandoli, questo è stato il primo pensiero. Due anime, un solo obiettivo «crescere»! Stefano imprenditore da sempre e Andrea l’homebrewer  che ha guardato il coraggio negli occhi ed ha compiuto il balzo per essere annoverato, un domani, nella «Hall of Fame» dei Mastri Birrai Italiani. Gli ingredienti per far bene ci sono, entrambi hanno visto lungo ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. È trascorso appena un anno ed i loro percorsi si sono evoluti con facilità, così come respirare. In poco tempo sono riusciti a farsi notare anche da due rinomati birrifici e per loro, in conto terzi, producono alcune tipologie dell’elisir di lunghe bevute.

Un murales dell’artista Max Gatto campeggia l’intera facciata del birrificio di Venegono Inferiore. Unica scelta, chiamarsi The Wall in onore della «tela» utilizzata dal visionario Max. Sì, The Wall Italian Craft Beer, il verbo si materializza in un’onirica visione del writer milanese, autore anche delle etichette vere medaglie che decorano le bottiglie e danno lustro all’impresa dei due condottieri. La forma/pensiero The Wall nasce come beer firm, ma da subito esterna la sua voglia d’imporsi con una produzione importante. Un anno fa il beer firm è divenuto un bellissimo cigno, fregiandosi del titolo di «birrificio»! L’instancabile produzione è certificata dalle druidiche creazioni d’oro liquido di Mastro Andrea.

Etichette birre The Wall

Cinque birre stanziali: – Sunray – Fire Witch – Mrs. White – Kubla Khan – RebHell
e due birre speciali: – Il Barone – Sjavár Bjór

Un cigno che ha dispiegato le sue ali, aggiungendo nuovi attori nel bellissimo film chiamato The Wall. Piergiorgio Pierinho Ronchi col suo esuberante carattere è ben consapevole della sua ipnotica personalità, resa inscindibile dal birrificio stesso, vera icona del The Wall. Ultimo, ma non meno importante, è Daniele Martinello. Giovane birraio giunto da pochi mesi in questa oasi sperimentale, ma già importante per i progetti in corso.

… e giunse il giorno dell’evoluzione, sabato 20 giugno 2015. 

Primo compleanno The Wall

 

Da tempo avevo segnato la data in agenda con un cerchietto rosso. L’evento nell’evento dell’evento, chiarisco. Che succede al The Wall?

Progetto Kamaleon-The-WallPrimo Compleanno, laboratorio con Gianriccardo Corbo e presentazione del Progetto Kamaleon!

Alle 11:00 meno qualche minuto sono lì, tra i primi, gironzolo per il birrificio dentro e fuori. Cerco gli amici birraioli e attendo qualche amico collezionista. Strette di mano sincere avanzano coi minuti che trascorrono con molta birra e cibo giusto per accompagnare parole e pensieri. Il birrificio è grande, lo staff al completo vive la frenesia del momento. Grandi sorrisi e non potrebbe essere altrimenti. Tutti si prodigano in spiegazioni verso i «pellegrini», che bella festa!  Presto le lancette ricordano che è giunta l’ora. Per gli iscritti al «laboratorio» è tempo di ascoltare e per i giovani «padawan» è tempo di parlare di birra. Ore 15:00 inizia il laboratorio. Andrea e Daniele sono affiancati da un degustatore e giudice BJCP di tutto rispetto, Gianriccardo Corbo!  Da attore navigato, lui, entra in scena ed inizia lo show. Il laboratorio si attiva con la degustazione delle varie birre seguendo i suoi ritmi. Parole, assaggi, parole, assaggi, domande, risposte. RebHell, Kamaleon, Sjavár Bjór, Fire Witch, Il Barone 2015 … un continuo versa/bevi!

Nulla è scontato ed il «giudice» è preparato, rispettoso nei confronti dei pulcini che ha davanti. Sì, come una chioccia li conduce in un percorso di apprendimento che stimola i presenti a saperne di più. A bere con più attenzione e consapevolezza. Il laboratorio ad un certo punto muta in condivisione di un’idea. Il Progetto Kamaleon! Un modo differente di fare birra, proporsi al mercato ascoltando e a volte, perché no, anticipando le tendenze degli avventori. L’approccio sarà in stile «moving target», di volta in volta verrà presentata una cotta con ingredienti differenti dalla cotta precedente.

Gli alchemici Andrea e Daniele potranno così esprimersi a 360 gradi e divulgare il loro verbo nell’universo birrario. E in un futuro prossimo, chissà che non si senta parlare di un «Kamaleon Tasting»!

Ma basta parlare, ora si beve, poi foto di rito con tutto lo staff del birrificio ed un paio di miei amici importanti.

Cheers!

11 Giu

UNDERBERG FÜR ALLE!

Underberg

Nell’iconografia corrente, Monaco uguale Oktoberfest, uguale capannoni con migliaia di fedeli degustatori dell’elisir di lunghe bevute, uguale donne che “accompagnano” i Maß, i celeberrimi boccali da un litro colmi di birra, verso gli avventori festaioli. Sbagliato! L’Oktoberfest è molto di più. L’intera città è in festa, anzi tutta la Baviera lo è! Molteplici sono le mete che ho visitato in undici anni di Oktoberfest. E da sempre, quando sono a Monaco, al mio pellegrinaggio non manca mai di visitare e mettere le gambe sotto il tavolo dello Haxnbauer. Meta obbligata per gli amanti dello stinco. Ora son passati degli anni e non so chi ha sostituito il nostro valido referente dello Haxnbauer. Ad ogni modo la prassi era questa. Venti giorni prima della partenza, si telefonava a Martinoli, il direttore di sala del celeberrimo ristorante. Saluti e quattro chiacchiere veloci, il tempo stringe ed imperativo tornare in sala per assolvere le ultime richieste. Ci si salutava con un suo – A presto al solito tavolo! – Il venerdì si era già per le strade di Monaco e poi finalmente arrivava il sabato sera.

Stinco - Haxnbauer
Ricordo … Eccomi, con amici, davanti allo Haxnbauer. Piove, la vetrina, due metri per due circa, mostra gli stinchi sul girarrosto. Sono le “sirene” che ipnotizzano viandanti e pellegrini. I loro pensieri sono proiezioni oniriche di ciò che accadrà di lì a breve. All’unisono attendono di entrare nelle sale del desiderio, incuranti della pioggia aspettano. Ormai da anni la prenotazione è d’obbligo se si vuole evitare questa sofferenza. Noi entriamo, siamo in sala e Martinoli ci saluta col suo italiano contaminato dalle varie etnie. Ma non serve parlare, gli sguardi dicono tutto. Stinco & Maß, la coppia perfetta viene nominata da tutti! Nel frattempo un Bretzel ci fa compagnia con un primo Maß. Un po’ di chiacchiere e arriva lui il nostro sole, lo stinco, accompagnato da un altro Maß. La serata giunge al termine con un dolce e un suggerimento del Maestro di Sala – Ora ci vorrebbe un UNDERBERG – Guardo gli occhi sinceri di Martinoli, mentre mi spiega – È un amaro digestivo alle erbe. Invecchiato in botti di quercia di Slovenia, è conosciuto in tutto il mondo da 165 anni, è privo di glutine e non contiene zuccheri aggiunti! È “l’Amaro alle erbe di Rheinberg”, un marchio di origine geografica protetto legalmente nell’Unione Europea. – Allora, parlando da capo branco – UNDERBERG per tutti! – Lui torna alle sue mansioni ed io immagino la digestiva pozione nel suo viaggio attraverso il tubo digerente.
UnderbergHa inizio il transfert! – Ora sono “Underberg”! Mi perdo un po’ nel primo tratto digerente superiore (bocca, faringe, esofago), poi molto facile esser assorbito per il 20% dallo stomaco. Il resto di me è catturato dal primo tratto dell’intestino. Poi veloce sono già nel sangue e da lì facile arrivare al fegato che mi elimina per il 90%. Fortuna che il cuore mi ama troppo ed il cervello non riesce a dimenticarmi, mentre il rene vigila e mal sopporta questa nostra relazione “aperta”. –

Il transfert termina così come ha iniziato senza preavviso, tutto è durato un attimo, quanto basta per capire che lo berremo ancora!

 

29 Mag

Sognando birra mi son svegliato a Oderzo.

Birrificio Sognando Birra

L’amicizia, come l’amore per le cose condivise, segue percorsi strani e fantastici. A voltarsi indietro, ci si accorge che in un certo punto del tempo ci s’incontra. Da quel momento diviene naturale condividere tutto e la complicità alimenta le passioni di ognuno. Sinergia del fare. Così da semplici amici, Patrice, Andrea e Alessandra hanno iniziato a sperimentare la loro passione alchemica come homebrewers. Quello dello homebrewer è uno stadio/studio importante. Lì e solo in quello «spazio-tempo» si hanno maggiori opportunità di sperimentare ed accettare le curiosità, ricercando nuovi stimoli olfattivi per una degustazione più creativa. Obiettivo finale, avere il consenso delle persone vicine per poi contagiare un numero maggiore di anime birraiole.

I tre bravi ragazzi hanno avuto l’approvazione del loro far birra, buona birra, dagli amici comuni e poi il verbo s’è diffuso. E questo ha prodotto in loro, l’atto di fede più sentito. Aprire un birrificio artigianale. Il nome? Naturale e semplice, SOGNANDOBIRRA. La passione muta in lavoro. Piace pensare che, per i tre divulgatori dell’elisir di lunghe bevute, sia una quotidianità premiata.

Sì, perchè nel frattempo le birre son diventate 5 ottime testimoni della realtà cresciuta a Oderzo. Un paese con più di ventimila sognatori che possono aprire gli occhi e quando vogliono, ammirare e visitare un pianeta nascente nell’universo birrario. Il birrificio artigianale SOGNANDOBIRRA. Come già sa chi mi legge da tempo, non mi piace fare «Michele l’intenditore», lascio questo compito a chi lo sa fare meglio di me, descrivendo l’anima di ogni goccia di birra con magiche parole. Profumi floreali e speziati, note fruttate, sentori agrumati, etc. Ad ogni palato e cibo, il suo!

 

A me resta il compito di consigliarvi la SAYAMÈ una «blonde ale» che può esser bevuta in qualsiasi ora della giornata. Oppure invitarvi ad assaggiare una «italian pale ale» la 364 che vi assicuro può esser bevuta, come suggerisce il nome, in tutti i giorni dell’anno pure il trecento sessantacinquesimo. Anche se suggerirei, solo per quel giorno, un meritato riposo. Ma se non volete riposare neppure in quel giorno … provate ad assaggiare la SISMA una «brown ale» e mi sa che vi piacerà a tal punto che non aspetterete un anno bisestile per trovare un altro giorno libero per berla. Intrigante il suo dolce inizio che muta nel finale in un amabile nota di amaro. Però devo confessarvi che in questo periodo dell’anno piace molto lo stile «blanche».

MADAME BLANCHE rispecchia i miei gusti, elisir di lunghe bevute per eccellenza, si presta ad aperibirra a gogo oppure per un pranzo od una cena con dell’ottimo pesce.  Attenzione, i tre druidi di Oderzo ci tengono a sottolineare che lo loro è una «blanche italiana»! E se hai finito di lavorare, studiare, divertirti o qualsiasi altra cosa ti venga in mente, fermati un attimo. Mentre ti rilassi e mediti sulla tua giornata, sorseggia una HOPPITERGIUM la sua gradazione è quasi da meditazione. La scelta del nome dovrebbe spingere tutti gli abitanti di Oderzo a berla e ad averla sempre in casa con orgoglio. Sì perché questa birra è dedicata a loro, Opitergium era il nome antico di Oderzo, la forte extraluppolatura ne ha personalizzato il nome.

birre Birrificio Sognandobirra

Ma basta parlare, la gola è secca. Glu glu glu glu, ahhh. Buona questa birra! Eccovi un pizzicotto, a conferma che non è un sogno. E lo sa bene chi ha avuto la fortuna di bere  SOGNANDOBIRRA, l’elisir di lunghe bevute del primo birrificio in Oderzo.

Cheers!

26 Mag

SCAMPETTO CON RAVIOLO DI BIETOLA ROSSA

Scampetto-con-raviolo-di-bietola-rossa

Da piccolo nel campo di mia nonna «giocavo» a coltivare in tutte le sue fasi la bietola rossa.
M’è sempre piaciuto il suo gusto dolce.
Utilizzo spesso le reminiscenze infantili, risvegliano la curiosità che crescendo i bimbi perdono.
Al contrario, attraverso i miei piatti, la celebro sempre nel mio «laboratorio alchemico». La cucina.
Scampo fresco e raviolo ripieno di bietola rossa, Yin e Yang. È il concetto stesso «dell’Ordine Universale».
Due prodotti, il ricco ed il povero coabitano nello stesso piatto creando l’equilibrio necessario, l’alternanza dei sapori. Una vera festa!

INGREDIENTI:Scampetto-con-raviolo-di-bietola-rossa
1 scampo del mediterraneo fresco
1 bietola
pasta all’uovo
sale marino cristallino
pane grattugiato bianco
aceto balsamico invecchiato
olio extravergine di oliva italiano

 

FACCIAMOLO COSÌ:
Bollire su un’asticella lo scampo, abbatterlo e liberare la polpa dalla corazza.
Cuocere a vapore la barbabietola, abbatterla, tagliare 2 fette e seccarle al forno per la decorazione, passare il resto della bietola al cutter, scolarla e aggiungere il pane grattugiato, formare il raviolo e bollire in acqua salata.
Passare in padella lo scampo ed impiattare.

Chef Giuliano Conti

22 Mag

FILETTO DI ROMBO AL CEDRO E PATATA AL NATURALE

filetto-di-rombo-al-cedro

Il rombo mi ha sempre colpito per la sua naturale propensione a mimetizzarsi, ma giunto in cucina è presto notato in tutta la sua bontà.
L’ho pensato centrandomi sulla tecnica culinaria adatta a creare un piatto fresco con agrumi.
Sapore nuovo!

INGREDIENTI:filetto-di-rombo-al-cedro
 300 gr di filetto di rombo
1 lime
1 limone biologico
sale marino
pepe da molinello
zucchero semolato grezzo
profumi freschi
1 patata 120 gr

 

FACCIAMOLO COSÌ:
Pulire parare e lavare il rombo, marinare e passare in forno misto a 120°.
Tagliare gli agrumi e candire con il proprio succo.
Pulire, pelare le patate e cuocere a vapore a 75°.
A cottura quasi ultimata prendere il rombo e saltare in padella coi profumi.
Impiattare.

Chef Giuliano Conti

13 Mag

La famiglia, una squadra affiatata.

Zero-Dieci-Cafe-Wine-&-Food

Nel 2010 l’infaticabile mamma Barbara ed il propositivo figlio Andrea danno vita allo Zero Dieci Cafè. Se all’inizio la visita al locale è dettata dalla curiosità per la novità in un piccolo paese di provincia, man mano  si formano gruppi di frequentazione che premiano l’inizio della giornata con un buon caffè o cappuccino accompagnato da un dolce. Per me quello diverrà il periodo del «cappuccino con un biscottone a forma di esse ed un bel sorriso» … la giusta energia per iniziare la giornata. Sì, allo Zero Dieci l’alba è speciale!

Durante questi anni, si sono svolte numerose iniziative, ricordo una legata all’Oktoberfest dove il bretzel era veramente buono ed il suo profumo ricordava molto la festa bavarese.

Ogni cosa è scelta con attenzione, la cura dei dettagli è sempre evidente. Andrea e Barbara, una coppia sempre in fermento che nel febbraio del 2015 danno un nuovo impulso al locale. Lo rinnovano e creano delle iniziative ad hoc, gli aperitivi a tema.

Il primo evento il 26 aprile 2015, Aperitivo Master Chef! Alle 19:00 iniziano ad arrivare anime curiose e poi gruppi che già sanno come andrà la serata. Zero Dieci subito pieno, inizia la festa. La musica Jazz crea il giusto convivio plasmando gli ospiti in un sol corpo, sa come muoversi. Ha inizio l’assaggio dei piatti rivisitati di Cracco e Barbieri entrambi condivisi coi vini della cantina Bastianich. La serata trascorre con continui versa-bevi. Personalmente accompagno le creazioni dei due Master Chef con un buon bicchiere di Refosco. Per me la serata si conclude presto, uscendo dal locale sento il brusio festaiolo e la musica giunta al cuore di tutti, sì una serata riuscita, che bella cosa.

Non s’è ancora spento il ricordo di quella serata e già siamo vicini al secondo appuntamento con gli aperitivi a tema “Wine & Food”.

Il 17 maggio 2015 sempre alle 19:00 ci sarà una degustazione “FONTANAFREDDA”  valori bollati, condivisa con Pasta Fresca a cura del Raviolificio Lo Scoiattolo. Se, quando leggerete queste righe, l’evento sarà già terminato, non disperate nuovi eventi e percorsi del cibo e del vino sono in fermento.

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Ma allo Zero Dieci Cafè potete andarci quando volete, perché la festa è sempre lì pronta a coinvolgervi.

Prosit!