05 Mar

ATTENTI A QUEI DUE!

Sparrow Pit - Tensione Evolutiva

«Buongiorno, vorrei prenotarmi per il Tour Guidato Dell’Officina Alchemica del Birrificio Italiano

Ricordo così, con una mail inviata qualche giorno prima dell’evento, la scelta sincronica temporale che produsse l’incontro con due anime birrose.

Limido Comasco, giovedì 18 settembre 2014, ore 16:00. Nel piazzale antistante al Birri si sono formati dei gruppetti, son tutti lì per vedere come funziona il birrificio e come si fa la birra. Varia umanità, distinguo, leggo i loro portamenti. Alcuni contenuti ed impacciati, altri con fare spocchioso di chi già sa ma è lì per avere conferme e consensi della sua idea, altri ancora col block notes? Bah, forse non sto prendendo sul serio la visita. No, non è questo, sono qui per assicurarmi che il santuario esiste ancora, anche se spostato di un chilometro circa. Più grande, perché i “pellegrini” ora son numerosi e si moltiplicano di giorno in giorno. Ad ogni modo, dopo una mia arbitraria scansione caratteriale sui miei colleghi visitatori, mi avvicino a due ragazzi. – Ciao, sono Antonio! – Il primo, si fa avanti deciso e sondandomi con la mano protesa, risponde:- Ciao Dario. – Seguito dal suo “pard”:- Ciao Salvatore. – Ok, gruppo formato! Mentre aspettiamo di entrare, rotolano domande di rito. – Da dove venite? Cosa fate nella vita? Perché oggi al Birri? – Mi raccontano che sono intenzionati ad aprire un birrificio. Un progetto a lunga scadenza, sono cauti, vogliono vedere com’è, informarsi. Suggerisco che meglio sarebbe iniziare come beer firm, meno rischi ed ovviamente meno guadagni. Ma utile a testare quanto giusta possa essere l’idea che si ha. Funziona? Bene, dopo qualche anno si può pensare di mutare in farfalla e spiccare il volo. Nel frattempo è giunta la guida. C’invita ad entrare, breve presentazione ed inizia il tour, tutto viene spiegato con professionalità, alcuni prendono coraggio e le domande danzano nel gruppo ora compatto, davanti al capo branco.

Si giunge alla degustazione di 4 birre ed infine ai saluti. Il tempo è trascorso veloce e, forse complici le 4 birre, esterniamo la voglia di incontrarci ancora per raccontare ed ascoltare altre storie di birra e scenari possibili per una prossima attività brassicola. Ci s’incontra ancora in un brewpub e poi l’invito a rivederci nelle mie stanze, con la promessa di degustare qualche birra particolare. Accettano.

Vedano Olona, giovedì 5 marzo 2015.

Attenti a quei due - Sparrow Pit - Tensione EvolutivaNon a caso ho raccontato della prima volta in cui ho conosciuto Dario e Salvatore. Giovedì sera (19 febbraio) in loro onore, a certificare quel primo incontro, ho aperto una 75cl “Sparrow Pit” del Birrificio Italiano, non poteva essere altrimenti. Una birra del birrificio che ha dato i natali alla nostra amicizia tuttora in fermento era doveroso.

Ingredienti per una buona serata: Sparrow Pit, cioccolata con nocciole, praline con fiocchi di cioccolato ripiene di crema e panettone con canditi e uvetta. I due compagni ora sanno d’aver trovato un “tesoro” … come recita l’adagio famoso. Per traghettare gli ultimi respiri della serata, urgeva altro trasporto, altro elisir di lunghe bevute. Dal cilindro nessun coniglio bianco, ma una 33cl “Tensione Evolutiva” del birrificio Birranova. Un unguento per il palato, retaggio dei miei tour birraioli nella bella stagione. Che bella serata le ore si son fuse alle parole, solidificatesi in pensieri ed azioni già fissati nello spazio-tempo.

Sì, attenti a Dario e Salvatore, il loro intento non si ferma a bere, ma a dar da bere a tutti i futuri ed ormai prossimi avventori.

Cheers!

09 Feb

L’ITALIANO CHE “COTTA”!

1996, tre birrifici artigianali, si attivano all’insaputa l’uno degli altri e con loro nasce un movimento birrario tuttora in fermento.

BIRRIFICIO ITALIANONel 1998, per la prima volta, ho visitato uno dei tre. Il Birrificio Italiano, alias “il Birri”, così nominato da tutti affettuosamente. Un piccolo sorso per l’uomo, un(a) grande (ri)sorsøa per l’umanità birraiola!

Dopo aver bevuto la mia prima birra artigianale a Lurago Marinone, conio il termine “L’Elisir di Lunghe Bevute”. Sì, la birra è troppo buona e non mi stanco mai di berla. Da quel giorno, quando parlo di birra intendo birra artigianale, difficile bere “altro”. Dal mio primo assaggio sono trascorsi 17 anni, sono nati più di 800 attività brassicole (tra birrifici e beer firm). Molte cose sono cambiate, ma alcune sono lì ferme come le stelle, ad indicare una rotta precisa. Così mi piace immaginare Agostino Arioli, un astro che ha saputo guidare ed essere d’esempio per nuovi avventori, divenuti homebrewers e poi birrai.

Il suo trend è sempre proiettato all’eccellenza. M’è capitato di parlare di lui coi suoi “competitors” e tutti lo vedono come l’unico vero Mastro Birraio presente in Italia! Nonostante i suoi impegni verso i nuovi mercati internazionali, resta attore principale delle sue invenzioni alchemiche, ma disponibile ad incontrare (ragionevolmente) chiunque faccia un salto da lui. Non amo far perdere tempo alle persone e quindi incontro “Ago” una volta ogni 6 mesi circa. E quando accade, riesce a sorprendermi per la sua disarmante disponibilità.

È Natale, vado a trovarlo con un saluto accompagnato da un “cadeau”. Lo spiazzo, il mio gesto inatteso lo fa felice. Del resto … “Il dolce che non t’aspetti è il sorriso di chi non conosci”.  Sì, la sorpresa è tutta lì.

Usciamo dagli uffici, ancora due parole e siamo nella cella frigorifera dove mi regala una delle sue alchemiche follie.

Sì, dietro una grande birra, c’è un grande uomo!

Cheers.